Ripensando Belgrado
21 febbraio e oltre. Devo confessare che in questo periodo leggo sempre con il cuore in gola le notizie provenienti dalla Serbia. Il paese traballa, sbanda, cerca di tenersi in piedi, ma non si capisce dove possa andare. Pur vivendo in questo momento a Sarajevo, ho un legame affettivo molto forte con Belgrado, dove ho vissuto per un periodo della mia vita, dove torno spesso, e dove ho avuto e ho tuttora diversi importanti affetti. Ho sofferto molto vedendo l’ingloriosa manifestazione del 21 febbraio, la citta’ messa a ferro e fuoco, gli slogan e la simbologia ultranazionalisti. Ho parlato con diversi amici serbi il giorno successivo; avevano opinioni diverse, qualcuno mi ha detto di sentire un profondo senso di ingiustizia e impotenza per l’appoggio alla proclamazione unilaterale d’indipendenza del Kosovo da parte della comunita’ internazionale, qualcuno mi ha detto che la stessa proclamazione e’ stata un’operazione ormai necessaria, come l’estrazione di un dente ormai marcio.