Deconstructing Belgrade 21.02
Da quando sono tornata da Belgrado non faccio altro che leggere le news come una drogata a cercare qualsiasi cosa che riguardi la Serbia. Per capire se si vede, quello che ho visto io. Giovedì ho assistito a qualcosa a cui non avrei mai immaginato di assistere, una enorme manifestazione fascista. Un meeting organizzato dal governo, bandiere come se p
iovesse, canti antichi che risuonavano negli altoparlanti, riferimenti a miti medievali, parole come orgoglio, umiliazione (senza ovviamente menzionare le parole serbi/a/ità e Kosovo) nemici esterni, traditori interni e un po’ di squadraccie lasciate scorrazzare per far capire con chi si ha a che fare. La ricetta c’è tutta al di là dell’oggetto della manifestazione.
nella bih sud-orientale, una giornata fra Rudo e Višegrad
Per conoscere la bih, ed in generale i balcani, si deve attraversarli, andare da un luogo all’altro in autobus o auto. Il treno e’ un’opzione possibile in croazia, serbia, montenegro, … gia in bih diventa un’esperienza con le 10 ore di viaggio da Zagabria a Sarajevo, il cambio di tre locomotive una al confine croazia-bih, le altre due al non-confine fra le due entità … Comunque a parte questi lunghi viaggi esistono dei viaggi più brevi, guardando ai Km ed al tempo, che letteralmente aprono nuove dimensioni.
Venerdi scorso siamo state con un’amica a rudo e višegrad, bih sud-orientale a due passi dal confine con la serbia. Due piccoli centri urbani, il primo sconosciuto ai più, il secondo conosciuto grazie al ponte sulla Drina e ad Ivo Andrić.
da belgrado a sarajevo via banja luka
Dopo le 9.00 p.m. ho guardata la televisione, avrei voluto chiuderla invece ho continuato a passare da un canale all’altro e ad ascoltare, guardare. La stessa cosa ho fatto con internet, di portale in portale, video, blog… e naturalmente non faccio altro che confrontare gli ultimi avvenimenti di Sarajevo con quelli di Belgrado, con passaggio obbligato per l’entità della RS (Repubblica Srpska).
Ad essere sincera il luogo al quale ho pensato di meno e’ stato il Kosovo o dovrei dire Kosovo e Metohija? prima dicevo kosov@, durante la 1244, un modo per accogliere le due lingue maggioritarie, perchè nel Kosov@ ce ne sono di altre oltre al serbo e all’albanese. Ma adesso questo non e’ importante.
voglia di manifestare
parole parole parole… fatto salvo il silenzio di sabato 9 febbraio, sono sommersa dalle parole. Sommersa dalle dichiarazioni, da una febbrile attività che attraversa ogni cosa, web, caffè, grandi e piccoli media, forum, comunicati stampa, faccia a faccia televisivi, chat, skype…
Dopo la passeggiata di sabato 16, ero divertita, felice. Un lungo giro ad anello, con un tempo da lupi, che ha portato in piazza, per la terza volta in 7 giorni, quasi 1000 persone (c’e’ chi mi ha detto che siamo state anche 2000 ad un certo punto). Dalla cattedrale al parlamento, e dal parlamento alla cattedrale lungo la Miljiacka, abbiamo sorriso allo schieramento di forze speciali, mobilitate da un governo che si ostina a non parlare e confrontarsi con la propria cittadinanza.
In cerca di categorie
Se cerchiamo di riproporre categorie politiche italiane ai Balcani si resta quasi sempre in bilico. Domani una grande manifestazione a Belgrado contro l’indipendenza del Kosovo. Si aspettano mezzo milione di persone, ci saranno treni gratuiti, pulmann organizzati dai partiti. A Belgrado c’è un’euforia che non si sentiva da tempo la mobilitazione per il Kosovo è altissima, i nazionalisti, assieme agli hooligans, assieme agli studenti, assieme ai sindacati e insieme ad una potentissima chiesa ortodossa, E’ una manifestazione di sinistra o di destra? Tadic, il presidente moderato che è appena, per un soffio, stato eletto non sarà alla manifestazione perchè “Il Kosovo non è un argomento di parte è sorpattutto una questione nazionale e non deve essere usato dai partiti per una propria promozione”. L’unico che è un po’ di sinistra in Serbia, Jovanovic del partito Liberal Democratico da sempre afferma che il Kosovo è perso e che è meglio che sia indipendente. Ma molti elettori sia di Tadic che di Jovanovic domani andranno. Quelli che dicono che il Kosovo è solo un paravento per non parlare dei problemi interni, per mantenere il potere in un beato isolamento, sono gli attivisti di poche ong quelle che combattono per i diritti umani, contro i criminali di guerra, per i diritti delle donne e dei gay e delle lesbiche. Ong e intellettuali che vengono ostracizzati e spesso minacciati. Intanto la sinistra europea protesta con vemenza contro l’illegalità dell’indipendenza del Kosovo contro l’allineamento al volere americano degli Usa. Verrebbe da dire con Gaber dov’è la destra e dov’è la sinistra? Io ne sentirei un gran bisogno.
Il Kosovo in BiH?
KOSOVO: INDIPENDENZA, CRITICI I POLITICI SERBO BOSNIACI PER MUSULMANI NON RIGUARDA LA BOSNIA (ANSA) - SARAJEVO, 17 FEB
L’indipendenza del Kosovo, proclamata oggi dal parlamento di Pristina, significa «calpestare apertamente le convenzioni internazionali». Lo ha detto oggi il premier della Republika Srpska (Rs, entità a maggioranza serba di Bosnia) Milorad Dodik.
Una giornata particolare. Appunti
Siamo fuggite dall’ufficio, corse all’appuntamento con la manifestazione, come direbbero i francesi. C’è elettricità nell’aria, tutti ne parlano, i portali e i blog, ma soprattutto il passaparola. Telefono a Z. per tutte altre cose mi dice subito “Ci vai? io ci vorrei andare ma non so se ce la faccio. Lo sai che gli itailani mi chiedono ma come è possibile che ci sconvolgiamo così dopo la violenza della guerra per una cosa che in Italia è quasi normale…ma non si rendono conto che da noi queste cose non succedono! io ho due figli e sono sempre stata tranquilla!”, un fiume in piena. Un’altra volta la gente chiamata in piazza a Sarajevo dopo una manifestazione enorme e spontanea sabato scorso. Diecimila persone in silenzio con le foto del ragazzo ucciso con i cartelli siamo tutti Denis, totalmente autorganizzati. Anche in quel caso internet che promuove: su skype mi contatta un amico allora domani vieni? hai visto la notizia?
governo senza rispetto…
Bene, non era a questa BiH che pensavo due mesi fa mentre discutevamo di questo blog. Volevo parlare della BiH che mi affascina e che spesso rimane soffocata dalla spazzatura nazionalista che la incrosta e la sommerge, … e invece…
Che settimana, due giorni fa guardavo il mio amico Sanjin venire circondato dai poliziotti speciali e portato via in un lampo, fatto sparire con una rapidita’ sorprendente.
L’ho visto calmo chiedere le ragioni e non rispondere agli spintoni che cercavano di provocare una sua qualunque reazione.
Pietre sul sistema
Le proteste contro il peggioramento della sicurezza a Sarajevo, sono iniziate lo scorso sabato, come risposta diretta alla uccisione brutale del diciassettenne Denis Mrnjavca, sono proseguite ieri (13.feb.08), di fronte al palazzo del governo cantonale a Sarajevo, questa volta con la richiesta concreta delle dimissioni della Sindaca di Sarajevo Semiha Borovac e del premier del cantone Samir Silajdjic. A differenza di sabato, quando i cittadini si sono riuniti di fronte alla cattedrale per esprimere, il proprio rispetto e dolore per la perdita di una vita cosi giovane, ma anche la propria indignazione, riguardo al mancato funzionamento delle strutture competenti a garantire la sicurezza dei cittadini, le proteste di ieri fin dal loro inizio, si sono tinte di un tutt’altro colore.
Quello che poteva sentirsi, nei vari forum online, era la rabbia presente in ognuno dei discorsi che avevano questo tema. Ed a questo riguardo e’ interessante il ruolo giocato da internet come media in questo contesto, considerando che la chiamata a raccolta dei cittadini e’ appunto stata lanciata e coordinata via internet.