Se cerchiamo di riproporre categorie politiche italiane ai Balcani si resta quasi sempre in bilico. Domani una grande manifestazione a Belgrado contro l’indipendenza del Kosovo. Si aspettano mezzo milione di persone, ci saranno treni gratuiti, pulmann organizzati dai partiti. A Belgrado c’è un’euforia che non si sentiva da tempo la mobilitazione per il Kosovo è altissima, i nazionalisti, assieme agli hooligans, assieme agli studenti, assieme ai sindacati e insieme ad una potentissima chiesa ortodossa, E’ una manifestazione di sinistra o di destra? Tadic, il presidente moderato che è appena, per un soffio, stato eletto non sarà alla manifestazione perchè “Il Kosovo non è un argomento di parte è sorpattutto una questione nazionale e non deve essere usato dai partiti per una propria promozione”. L’unico che è un po’ di sinistra in Serbia, Jovanovic del partito Liberal Democratico da sempre afferma che il Kosovo è perso e che è meglio che sia indipendente. Ma molti elettori sia di Tadic che di Jovanovic domani andranno. Quelli che dicono che il Kosovo è solo un paravento per non parlare dei problemi interni, per mantenere il potere in un beato isolamento, sono gli attivisti di poche ong quelle che combattono per i diritti umani, contro i criminali di guerra, per i diritti delle donne e dei gay e delle lesbiche. Ong e intellettuali che vengono ostracizzati e spesso minacciati. Intanto la sinistra europea protesta con vemenza contro l’illegalità dell’indipendenza del Kosovo contro l’allineamento al volere americano degli Usa. Verrebbe da dire con Gaber dov’è la destra e dov’è la sinistra? Io ne sentirei un gran bisogno.