Ossessione serba
Penso di essere malata, mi sta prendendo questa ossessione sulla Serbia che mi preoccupa molto: non faccio altro che leggere il sito di B92 e tutto ciò che riguarda Belgrado e dintorni; mentre tutti gli italiani che conosco si stracciano le vesti per Alemanno sindaco di Roma e il ritorno del saluto romano al Campidoglio, io mi esalto perché Tadic accettava di farsi dare del traditore assistendo alla firma degli Accordi di Stabilizzazione e Accesso all’Ue, ultima mossa disperata per bloccare l’avanzata dei radicali e di Kostunica.
Il sabato mattina sveglio la mia coinquilina urlando indignata “guarda che succede ti rendi conto???” e le metto sotto il naso le foto con cui hanno ricoperto Belgrado: Boris Tadic e il primo ministro Bozidar Djelic mentre firmano gli SAA con scritto “nemici dello Stato”. Per fortuna stamani è tornata la mia collega serba e sono andata subito a fumare una sigaretta con lei che mi dice che è veramente preoccupata, lei che in genere non lo è mai, e che con suo marito andrà a votare perché questa volta sembra veramente pericoloso. “Sono tutti pazzi - mi dice - non riesco a credere che la gente possa credere a Nikolic”. Mi sono sentita finalmente capita.
Forse la ragione di quest’ossessione viene anche dal fatto che sto leggendo “Il complotto contro l’America” di Philip Roth che scrive in maniera eccellente della divisione di chi ha paura della nazificazione dell’America e di chi dall’altra parte grida alla paranoia di quattro ebrei.
Ecco, quanto bisogna ascoltare questi allarmi? Kostunica afferma che chi parla di un ritorno agli anni novanta non sa quello che dice.
Oggi invece esce la notizia che Tadic ha ricevuto minacce di morte e il parallelo ovviamente non è più con gli anni novanta ma con il 2003: l’anno in cui è stato assassinato Dindjic.
Intanto in Bosnia non si trova di meglio da fare che indignarsi con la firma degli SAA vista come una rinuncia alla cattura dei criminali di guerra (principali responsabili della guerra in Bosnia) e un sorpasso troppo veloce rispetto al lungo e faticoso percorso che la BiH sta facendo verso gli SAA. Questo mi fa molto sorridere perché dall’altra parte si afferma sempre che tutti trattano male solo la Serbia.
(Così come del resto ho sentito mille volte da una parte ragazzi bosniaci dire che sì che loro in Serbia hanno paura ad andarci mentre per un serbo a Sarajevo non c’è nessunissimo problema; dall’altra i ragazzi della stessa età di Belgrado dire esattamente la stessa cosa: che loro hanno paura ad andare a Sarajevo perché magari non succede nulla per il 90% per cento delle volte, ma quel 10% potrebbe essere brutto, mentre figurati per un bosniaco a Belgrado non c’è mai stato nessun problema).
L’unica cosa che mi viene in mente in momenti come questi è Benigni, che in “Tutto Benigni” (anno 1985) che quando parlava del conflitto in Medio Oriente immaginava di andare là e urlare a tutta gola “ICCHE C’EEEEEEE’!!!DIOBONO ICCHE’ C’EEEEEE’?”.
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