due mesi dopo: blog a ritroso
politica, politica e ancora politica. Guardando indietro sembra che quasi non esista altro, invece non è cosi. La mia vita, come quella di tutte si svolge lungo i ritmi, da combinare, dello spazio privato e di quello pubblico. Quest’ultimo spesso si cristallizza come lavoro, mentre il primo, il privato ruota attorno ad un noi single, di coppia e/o moltiplicato per figli e figlie.
Insomma il caos della vita quotidiana ci inghiotte e per salvarci ci aggrappiamo all’ancora della politica, e la politica ci travolge.
Esperta, ci/si intesse e fa, di ogni nostra parola, un manifesto, una dichiarazione di intenti. Esauste dopo mesi riemergiamo negli interstizi di una frattura di senso.
Eccomi qui, alcune settimane fa sono stata a Tuzla. E come spesso mi accade, la distanza da Sarajevo è salutare.Per quanto possa
amare questa città, devo ammettere che la sua aria è saturata da un estenuante brusio. Credo sia la solita questione del centro, che impone a tutte le sue abitanti un’unica macro agenda. Allontanandosi dal centro, superando Karaula con soli 120 Km di strada, protetta dalle emissioni della centrale termoelettrica di Tuzla e dall’hip-hop di frenkije l’agenda si rilassa. Non è meno importante ma è sicuramente micro. Tuzla, è un margine interessante … un luogo da cui ripartire con il proprio passo.
La Bosnia Erzegovina è di per sè un margine, e con questo non mi riferisco solamente al fatto geopolitico che la descrive alla periferia di quell’impero che è l’Unione Europea, ma al fatto che, come i margini interni di un libro, di fatto, unisce due pagine, due luoghi.
La Bosnia Erzegovina è un pensiero continuo che esercita il paradosso come metodologia per il mantenimento della salute mentale. Ed io che vi abito sono qui proprio per eserciare il mio margine. bell hooks, dice che il margine è vitale per il centro, in quanto lo mantiene in una tensione positiva, nello sforzo continuo di attrarre il margine. La parte difficile, come intuibile è per il margine, di resistere e declinare l’attrazione verso il centro.
Dunque le proteste erano un margine rispetto al potere ma sono divenute il centro per molte, tante di quelle persone che se ne sono occupate. La politica delle proteste si è imbevuta di ambizioni e destini personali. Le proteste devono tornare al margine, ogni protesta deve restare margine per essere creativa. Ma a parte le proteste, c’è questa questione di Tuzla e di un modo di essere margine rispetto ad un centro essendo al contempo centro in tensione con i propri margini tutta da esplorare.
vale
on Aprile 22nd, 2008 at 14:22
Poveri bosniaci, tu hai superato persino il monumento a Bruce Lee! Quello almeno era demenziale…
on Aprile 24th, 2008 at 16:07
….un saluto da Mitrovica.
on Aprile 26th, 2008 at 10:49
un saluto anche a te
vale