Una giornata particolare. Appunti

Posted on Febbraio 16th, 2008 in politica by lucy

Siamo fuggite dall’ufficio, corse all’appuntamento con la manifestazione, come direbbero i francesi. C’è elettricità nell’aria, tutti ne parlano, i portali e i blog, ma soprattutto il passaparola. Telefono a Z. per tutte altre cose mi dice subito “Ci vai? io ci vorrei andare ma non so se ce la faccio. Lo sai che gli itailani mi chiedono ma come è possibile che ci sconvolgiamo così dopo la violenza della guerra per una cosa che in Italia è quasi normale…ma non si rendono conto che da noi queste cose non succedono! io ho due figli e sono sempre stata tranquilla!”, un fiume in piena. Un’altra volta la gente chiamata in piazza a Sarajevo dopo una manifestazione enorme e spontanea sabato scorso. Diecimila persone in silenzio con le foto del ragazzo ucciso con i cartelli siamo tutti Denis, totalmente autorganizzati. Anche in quel caso internet che promuove: su skype mi contatta un amico allora domani vieni? hai visto la notizia?

Quindi mercoledì andiamo davanti alla sede del Cantone di Sarajevo dov’è l’appuntamento. Il sole e tante persone di tutti i tipi ed età i più numerosi i liceali e universitari. Che bello quanta gente! i poliziotti schierati a difesa dell’ingresso del palazzo, ma la situazione sembra molto calma. Partono i cori, partono i lanci di uova ma continua ad esserci aria di festa. Parliamo con dei ragazzi giovanissimi “Siamo qui perchè qui nessuno fa il proprio lavoro” dicono decisi, “c’è troppa violenza in questa città”. Ma da quando? Prima di questi ultimi episodi non c’era violenza? “Da dopo la guerra la situazione è cambiata e Sarajevo non è più la stessa”. Anche loro con lo stesso ritornello, anche voi, chiedo, che non potete aver conosciuto la Sarajevo prima della guerra? Mi guardano annuendo come chi la sa lunga. “Lo sappiamo, lo sappiamo i nostri genitori ci hanno raccontato”. E che ne pensate della politica “In questo paese non c’è politica”. Ma vorreste fare qualcosa? “si vorremmo essere attivi anche per questo siamo qui”.

Vediamo due signori tra i 40 e i 50 parliamo un po’ con loro, la domanda noiosissima di prassi delle manif. che ai giornalisti serve per rompere il ghiaccio: perchè ha deciso di partecipare alla manifestazione? la signora mi guarda come se fossi un’aliena. Come perchè? questa domanda non ha senso! ecco cerco di riformulare la domanda per farle dire qualcosa e lei mi dice che sì la violenza nelle strade, ma non solo ci vogliono cambiamenti veri, dalla base dalle leggi dal governo, ma ci vuole anche una rivoluzione intellettuale. I politici sono troppo teneri con i criminali, con la mafia, con la corruzione. Ma perchè in particolare prendersela con il sindaco? Il sindaco è un simbolo ei di un sistema. Che tipo di partito vorrebbe? Basterebbe non nazionalista. E i giovani che vede qui che effetto le fanno? MI riempiono il cuore.

Queste alcune voci prima delle pietre. Poi intervistiamo degli universitari, anche loro arrabbiatissimi. “E’ triste ma a volte deve morire un bambino perchè le cose cambino” dice una ragazza di architettura. “La violenza è solo una piccola parte del problema, ci vuole un cambiamento generale, ci vuole meno corruzione e più democrazia”. Sentiamo rumore di pietre e vetri che si infrangono ci giriamo un po’ perplessi, leggermente a disagio. “La protesta è pacifica - si affretta a ribadire la ragazza - spero che i media non parleranno solo di queste pietre”.

“Tutti quelli che hanno fatto la guerra sono ancora al governo - dice un ragazzo che fa filosofia - La Germania ci ha messo 5 anni a risollevarsi dopo la guerra noi ora stiamo peggio rispetto a 4 anni fa”. Come mai secondo te in dodici anni nessuno ha fatto nulla nessuno ha mai protestato? “E’ nella nostra natura siamo un popolo molto calmo farci arrivare a questo punto di tirare pietre vuol dire che siamo stati portati all’esasperazione. Secondo me ci vorrebbe qualcosa di più sovversivo”. E che partito vorresti? Come prima cosa trasparente.

Oggi nuovo appuntamento alle una dalla cattedrale. E’ appena finita una bufera di neve mattutina, sta tornando il sole. E speriamo di ritrovare quei ragazzi.

Lucy

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