proteste in abito civile

Posted on Marzo 25th, 2008 in cittadinanze o quasi, commenti dal margine, manifestazioni, politica by vale

mama e tajo

Siamo arrivate alla ottava uscita consecutiva, con un piccolo cambio anzichè la cattedrale il teatro nazionale. Effetti della pasqua cattolica e del sentimento di generale rispetto che ha imperato fra la gente del forum. Personalmente avrei tenuto la cattedrale, per questioni di comunicazione e di resistenza… infatti tanta gente all’una era la’, ma noi non c’eravamo. (Noi, il gruppo con tavoli da petizione, amplificazione, cartelloni e tutta l’attrezzatura del caso).

Va bene lo stesso. Il numero delle petizioni firmate sale, siamo a circa 12000 (ne servono 17.000, per avviare la richiesta di rimozione del premier del cantone) mentre per la sindaca non esiste procedura di iniziativa popolare che possa rimuoverla.

Un altro giornale, start, a supporto delle proteste, ha distribuito le caricature (adesive) di mama e tajo (mamma e papa, come ormai pubblicamente apostrofati).

Durante la settimana c’e’ stata anche la presentazione davanti al palazzo del parlamento del nuovo album di Dubioza kolektiv, che insieme a Frenkie, Šaran costituiscono la colonna sonora di questo mese e passa di resistenza civica e civile. E come si dice in questo caso le proteste continuano.

Il grande appuntamento e’ quello del 6 aprile giornata della città di Sarajevo, scelta simbolica che servirà a celebrare il successo oppure a definire una strategia di resistenza e dissenso ad oltranza, fino a quando i vari livelli di governo che esistono in questo paese, riusciranno a comprendere che la gente esiste e non sono l’elettrice da conquistare per il giorno del voto e solo per quello.

Qualche riflessione… le proteste del sabato sono divenute un’occasione sociale e culturale. Un luogo dove le persone si incontrano e si riconoscono, spesso e volentieri attraverso i nickname del forum. Sono anche una sorta di scommessa con la partecipazione e con la definizione, durante la settimana, di un messaggio, ma anche di una modalità di riunione che non abbia, nel numero e nella massa, l’unico codice di riuscita. Cosi, gia da tre settimane , sono divenute l’occasione per una raccolta di firme a supporto delle petizioni e occasione di dibattito, spiegazione con la gente, i/le passanti che di sabato affollano la Ferhardija, la zona pedonale del centro città.

Il 15 marzo e’ stata una giornata particolare, erano passati 40 giorni dalla morte di Denis (il ragazzo brutalmente assassinato) che e’ la scintilla simbolica di queste proteste, e per ricordarlo la giornata e’ stata segnata dal silenzio, ovvero niente fischietti, slogan gridati e musica. Una maniera bosniaco-erzegovese di ricordare i propri morti. Ognuna di noi aveva con se un fiore, il corteo composto da alcune centinaia di persone ha camminato ordinato e silenzioso, senza neppure invadere la strada per bloccare il traffico. Abbiamo fatto un giro breve, passando dietro l’ex-robna kuca (i grandi magazzini dell’epoca socialista, oggi demolito ed in fase di ricostruzione. Al suo posto spunterà un mega ed esclusivo palazzo: appartamenti, uffici e parcheggio per sole ricche). Con sorpresa, in fondo era la scommessa della giornata, ma grazie anche all’insistenza della gente del forum, il servizio d’ordine della polizia, che fin dall’inizio delle proteste si preoccupa di non farci avvicinare a nessuno degli edifici governativi, ci ha permesso di arrivare sotto il palazzo e depositare i fiori. Ho avuta come la sensazione che ci sia stata riconosciuta, almeno dalla polizia, una temporanea umanizzazione, non rulja (teppa, plebaglia) ma gente…

E’ stato un momento particolare vedere la facciata (quella famosa delle pietre) ricoperta da una lunga linea di fiori con attaccate le parole d’ordine della protesta: DIMISSIONI, tajo mi se bojmo (papa abbiamo paura, ritornello ripreso e da una frase del premier silajdzic e ritorto a suo danno). E’ stato anche normale registrare l’assenza dei politici che in maniera esemplare ignorano le richieste di confronto. Del resto mentre la sindaca si e’ buttata in un carosello di iniziative, atte a dimostrare la sua cura verso la citta. Il premier del cantone ha mostrata che l’invisibilita puo essere una delle modalita di gestione del potere e con una cura maniacale evita di essere presente a dibattiti e affini. Uno dei momenti piu interessanti e’ stata la sua non-partecipazione ad una trasmissione televisiva Pošteno govorici (con rispetto parlando) dove ha inviato come suo rappresentante il ministro per l’educazione. Che naturalmente ha finto di partecipare in tutt’altra veste e che ha pubblicamente ammesso, di avere preso conoscenza dell’offensivo comunicato stampa pubblicato il 15 febbraio a firma del governo cantonale, il giorno dopo dai giornali e non in una seduta d’emergenza, dichiarazione rilevante perche dimostra l’abuso di potere messo in atto con la pubblicazione dell’annuncio fatto a nome del governo cantonale e con pagato con soldi pubblici.

Sempre in queste settimane si è profilata la grande antagonista delle proteste. Una Croce, da mettere a Zlatište in memoria delle vittime serbe della guerra. Il fatto e’ che questa croce starebbe su una di quelle colline da cui i cecchini hanno imperversato, durante l’assedio, sulla popolazione civile di sarajevo. Si tratta di una occasione d’oro per dare un sapore etnico e soprattutto per confondere la gente. Infatti, guarda caso, la citta di sarajevo con la sindaca in testa hanno gia convocato una manifestazione per il 6 aprile. Sarajevo-x, da bravo portale commerciale (che non vuole disturbare troppo il potere) ha messo la notizia in prima pagina e non la muove dal menu di destra.

Come dicevo il 6 aprile di Zlatište è la grande antagonista delle protese. confonde la gente, muove il sentimento popolare e naturalmente mette al centro la divisione e l’etnicità. Una bella gatta da pelare per un’opposizione civile…

Questo per quanto riguarda i politici, guardano al forum, alla gente dentro e dietro le proteste, si assiste ad un gran dibattito online ma anche a tanta confusione, e inesperienza. Il che e’ normale, perche aspettarsi da cittadine che hanno deciso di entrare nella sfera pubblica del dissenso, qualcosa di piu che tanta buona volontà… C’e’ competenza, capacità d’analisi ma esiste anche la paura di essere usate, manipolate. Questo si nota in maniera particolare rispetto alla relazione con la società civile costituita in associazioni, guardate con sospetto, giudicate spesso alla stregua dei politici (cosa comprensibile data spesso la loro scarsa trasparenza!). Nello stesso tempo il forum ha dentro di se, fra le persone piu attive, tanta gente di associazioni non governative, ma questo passa quasi inosservato per volontà delle stesse persone che preferiscono presentarsi come individue e che, protette dal proprio nomignolo virtuale, non vanno oltre una presentazione generica di se stesse.

Personalmente amo la possibilità di internet di ri-nominarci, mi piace di meno la pratica di utilizzare questa possibilità per una anonimità opportunista. Devo dire che la logica della gente del forum non è quella di restare anonima, quanto piuttosto di promuovere l’idea di una cittadinanza attiva. Quindi come al tempo della comune parigina siamo tutte cittadine e cittadini, naturalmente come sempre ci sono rischi, ma come è ormai chiaro, queste proteste non hanno l’obiettivo di fare la cosa giusta, quanto di riappropriarsi del proprio sentire e agire la cittadinanza.

vale

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