Ritorno a Belgrado

Oggi un anno fa arrivavo a Belgrado, in macchina, con un cane paranoico e una madre apprensiva. Arrivammo al buio, con freddo e neve sui lati delle strade, ho ancora davanti agli occhi l’immagine di Kneza Milosa, quella sensazione di non so dove diavolo sono e però questo viale l’ho già visto, ah già quello dei palazzi bombardati…

Giro a destra in fondo, non vedo neanche il parlamento, mi sembra solo tutto così grande e misterioso con la luce arancione dei lampioni. E giro di nuovo a destra sperando di non essermi persa, ma proprio lei Resavska, la via del mio primo appartamento a Belgrado. L’inizio delle mie gioie e delizie nella città bianca.

Mi ricordo che il mio primo post su Belgrado non piacque al mio amico belgradese, “non è così – mi disse - non è la città che è cupa, sei tu che sei così. Le città sono tutte uguali”. Ed io che dicevo che no le città non sono tutte uguali sennò che scriviamo a fare.. comunque è chiaro che un po’ aveva ragione lui. E quindi non so ora se sto tornando in quella città che in un anno mi ha fatto penare ma mi è entrata sotto la pelle, come uno stivale che non ti puoi più togliere, oppure torno in quello stato d’animo che è così interessante che mi fa pensare che mi fa stare male ma anche bene, che mi dà ogni volta una spinta in avanti, a volte è un po’ violenta e io barcollo, ma proseguo.

Quello che so è che tornerò senza piaggerie come sempre, come sempre arrabbiata pronta a farle notare quanto è nazionalista, quanto è violenta e mafiosa, e che se non cambia tornerà indietro di nuovo, e che basta con questo Kosovo che non sa neanche dove sia, e che è troppo povera e vuol fare la ricca, e che è troppo zoccola per essere così bigotta, troppo bella per essere così decadente.

E ovviamente litigherò sempre con i tuoi fan sfegatati a partire da quelli del ‘quanto sono belle le ragazze a belgrado’ come quel Momo Kapor (quello del A Guide to a Serbian Mentality e The Magic of Belgrade) che, al limite del porno-soft, decanta “petti che fendono il vento” delle meravigliose fanciulle di Belgrado(l’eccesso di testosterone in questa società  è veramente singolare), fino a quelli che poveri i serbi che tutti li odiano e loro gli unici a tenere testa alla Nato.
Lo so non sarà facile neanche quest’anno ma un po’ ci piace così..

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