Intro… ovvero i nostri perchè (1)
Due mesi fa in Bosnia Erzegovina, il premier della Repubblica Srpska Milorad Dodik minacciava di ritirare tutti i “suoi” uomini dalle istituzioni governative se entro il 30 ottobre l’Alto rappresentante non avesse cancellato il provvedimento che prevedeva il voto parlamentare per maggioranza netta non più vincolato alla presenza dei tre “popoli costituenti”. La prima cosa che mi venne in mente è stata “oh mio dio è quando mi viene a trovare mia madre con le sue amiche, metti che succeda qualcosa mi tocca tenerle a Sarajevo”. Ero disperata. Senonchè , battute a parte, quando i primi di novembre Nikolas Spiric, a capo della presidenza tripartita della Bosnia Erzegovina, rappresentante serbo-bosniaco e del partito di Dodik si è dimesso, a tutti si sono drizzate le orecchie. Nel 1992 i serbo-bosniaci se ne andarono in massa dal parlamento del nuovo stato bosniaco. Seguirono Karadzic a Pale e fu l’inizio della guerra.
La cosa interessante per me, lavorando qui da qualche mese, era il fatto di continuare a fare le mie cose: cooperazione, comunicazione cultura, e di parlare pochissimo della situazione politica che sui giornali si faceva sempre più incandescente sempre più muro contro muro.
Al massimo una battuta, un “eh già davvero, hai visto?”, ma niente.
Niente manifestazioni in piazza, niente girotondi, niente di niente. Per me che venivo dalla attivissima Toscana, dal mondo Arci e da anni di giornalismo militante era frustrante.
Le notizie arrivavano a parlare di raccolta di olio e altri generi di prima necessità e niente, non facevo niente e neppure le persone che mi erano intorno. Sui siti si trovavano i sondaggi “Pensate che possa riniziare una nuova guerra in BiH? Sì/ No/ Forse/Non so”. Una radio lo ha lasciato sul proprio portale: fra chi ha risposto il 24 per cento ha detto sì che rinizierà, il 14 forse, il 56 no e il 6 non sapeva.
Ho cercato per giorni una casa del popolo un circolino arci, un centro sociale. Fino a che un amico bosniaco, che la scorsa guerra se l’è fatta tutta, non mi ha dato il colpo finale facendo previsioni foschissime: se non si placano le cose fra Russia e Usa e Ue come contorno, come sempre la mattanza sarà qui. Io con gli occhi sbarrati: ma come puoi pensare una cosa del genere e continuare a fare come se nulla fosse?
Il secondo aspetto erano le notizie dall’Italia. Gli articoli sui Balcani, per non sprecare spazio ché i Balcani non tirano più, erano sempre dei grandi blob omnicomprensivi. Un minestrone in cui mettere 4 cucchiai di Repubblica Srpska, uno di Comunità Internazionale, e un paio di Kosovo. Quando poi la crisi è finita qui e ci sono state le elezioni in Kosovo le dosi cambiavano: 4 cucchiai di Kosovo uno di traffico internazionale di droga e uno di Bosnia Erzegovina. Via, via che il tempo passava i riferimenti alla Bosnia erzegovina e ai timori di una Repubblica Srpska che poteva chiedere la secessione si riducevano ad una mezza riga o alla domanda di rito (Chiede La Stampa ad Hasim Tachi presidente Kosovaro che si trova a Bruxelles per chiedere l’indipendenza “Teme che il vostro caso possa essere un esempio per i serbi di Bosnia?” 25 gennaio 2008).
I pochi reportage usciti sulla Bosnia Erzegovina, anche se ben fatti, non mancavano mai di mettere l’accento sull’islamismo radicale che si sta spandendo in questa regione. Ci sarà pure la questione di un nuovo radicalismo in alcune aree e in alcuni casi, ma utilizzare questa cosa come problema politico di questo paese o di questa regione è fuorviante, fatto in malafede o per colpa di un caporedattore che chiede i mujaheddin dagli occhi azzurri.
La Bosnia Erzegovina è un paese molto complesso, così come lo sono i Balcani, e vanno spiegati bene se non altro perchè sono molto vicini all’Italia.
Ma soprattutto perchè in poche altre regioni, nella storia recente, il ruolo dei media ha fatto così tanti danni ed è stato utilizzato con tanta accuratezza per prepare una guerra sanguinosa. Gli italiani che vivono e lavorano in questi paesi non si trovano casualmente qui. Molti cercano dei lavori che implicano partecipazione alla vita sociale e politica locale ed in genere sono tutti malati di balcanite. Per questo l’idea di un blog , un mezzo semplice e visibile ma anche semiprivato non ufficiale per far capire a chi è lontano che cosa è la Bosnia e cosa sono i Balcani, ma anche per avere un luogo virtuale dove discutere di politica provando a far prevalere il ragionamento sullo slogan, l’intelligenza sul nazionalismo, la verità sulla propaganda. Un percorso di ricerca e apprendimento continuo portato avanti con umiltà.
Lucy
on Febbraio 15th, 2008 at 11:13
Complimenti per l’articolo che è veramente bellissimo
on Febbraio 25th, 2008 at 17:23
Ciao Vale!Inutile fare i complimenti alla mia maestra!
Qui, questioni diverse ma stesse parole.
Noi siamo piu’ antichi, il nome nostro, noi siamo piu’.
Tutto confluisce in un unico e conteso nome: la Macedonia, io scrivo da quella greca.
Un bacio e continua cosi’!