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	<title>Comments on: Riferimento a fatti o persone puramente causale</title>
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	<description>balcani: europa o quasi, commenti dal margine</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 14:20:12 +0000</pubDate>
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		<title>By: Lina</title>
		<link>http://blog.osservatoriobalcani.org/archives/186/comment-page-1#comment-1215</link>
		<dc:creator>Lina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 17:54:11 +0000</pubDate>
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		<description>non che ce la metto sul serio.. pero'
lo dico perchè la prossima volta che chiedo un visto, anche se è tutto a posto, non me lo danno perchè dicono che sono una criminale..
non sanno che criminali ci fanno diventare loro !!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non che ce la metto sul serio.. pero&#8217;<br />
lo dico perchè la prossima volta che chiedo un visto, anche se è tutto a posto, non me lo danno perchè dicono che sono una criminale..<br />
non sanno che criminali ci fanno diventare loro !!!</p>
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		<title>By: Lina</title>
		<link>http://blog.osservatoriobalcani.org/archives/186/comment-page-1#comment-1214</link>
		<dc:creator>Lina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 17:52:49 +0000</pubDate>
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		<description>be'.. un po' mi consolo..
non sono la sola a voler mettere una bomba...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>be&#8217;.. un po&#8217; mi consolo..<br />
non sono la sola a voler mettere una bomba&#8230;</p>
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		<title>By: alessia</title>
		<link>http://blog.osservatoriobalcani.org/archives/186/comment-page-1#comment-1156</link>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 11:18:52 +0000</pubDate>
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		<description>ciao. vorrei raccontarvi la mia esperienza con i visti.
mi occupo di accoglienza e invio di volontari nell'ambito del programma Gioventù in Azione Azione 2 (Servizio Volontario Europeo) della Commissione Europea. Un programma che permette ai giovani dei paesi UE e dei paesi confinanti di trascorrere un periodo di volontariato in un altro paese, avendo come obiettivo interculturale quello di diffondere i valori della propria cultura, assorbendo viceversa quelli del paese ospitante.
In quanto paese confinante la Repubblica di Macedonia fa parte del programma. La mia associazione sceglie due volontarie a febbraio, il progetto è approvato ad aprile e ci mettiamo a chiedere il visto (con laaaargo anticipo, secondo noi) per accoglierle a giugno. da lì ha inizio un'odissea di chiamate all'ufficio visti di Skopije, alla prefettura della mia città in Italia, al MINISTERO DEGLI ESTERI, mail ovunque, con le ragazze che, nel frattempo, andavano di persona all'ufficio visti a Skopije, producendo documenti che provassero le ragioni della loro futura permanenza in Italia.
Abbiamo ottenuto i visti alla fine di LUGLIO (da aprile) per due volontarie del Servizio Volontario Europeo, che nè il consolato italiano, nè il Ministero degli Esteri sapevano collocare, tra le ragioni previste dal modulo di richiesta visti, un programma patrocinato, finanziato e creato dalla Commissione Europea con la finalità di permettere a culture differenti di conoscersi e di promuovere la cittadinanza attiva dei giovani Europei.
Altro che indignazione....
Le istituzioni non si parlano, gli impiegati e i dirigenti se non hanno la casella giusta da barrare non muovono un dito, le pratiche giacciono per mesi sulle scrivanie e intanto però dietro quelle pratiche del cazzo ci sono delle persone.
Nel mio caso due giovani europee che hanno perso alcuni mesi pensando di poter partire da un momento all'altro, quindi non si sono iscritte a corsi, non hanno cercato un lavoro, ma hanno passato le giornate in fila in un ufficio, forse questa parte di cittadinanza attiva se la sarebbero risparmiata.
scusate lo sfogo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao. vorrei raccontarvi la mia esperienza con i visti.<br />
mi occupo di accoglienza e invio di volontari nell&#8217;ambito del programma Gioventù in Azione Azione 2 (Servizio Volontario Europeo) della Commissione Europea. Un programma che permette ai giovani dei paesi UE e dei paesi confinanti di trascorrere un periodo di volontariato in un altro paese, avendo come obiettivo interculturale quello di diffondere i valori della propria cultura, assorbendo viceversa quelli del paese ospitante.<br />
In quanto paese confinante la Repubblica di Macedonia fa parte del programma. La mia associazione sceglie due volontarie a febbraio, il progetto è approvato ad aprile e ci mettiamo a chiedere il visto (con laaaargo anticipo, secondo noi) per accoglierle a giugno. da lì ha inizio un&#8217;odissea di chiamate all&#8217;ufficio visti di Skopije, alla prefettura della mia città in Italia, al MINISTERO DEGLI ESTERI, mail ovunque, con le ragazze che, nel frattempo, andavano di persona all&#8217;ufficio visti a Skopije, producendo documenti che provassero le ragioni della loro futura permanenza in Italia.<br />
Abbiamo ottenuto i visti alla fine di LUGLIO (da aprile) per due volontarie del Servizio Volontario Europeo, che nè il consolato italiano, nè il Ministero degli Esteri sapevano collocare, tra le ragioni previste dal modulo di richiesta visti, un programma patrocinato, finanziato e creato dalla Commissione Europea con la finalità di permettere a culture differenti di conoscersi e di promuovere la cittadinanza attiva dei giovani Europei.<br />
Altro che indignazione&#8230;.<br />
Le istituzioni non si parlano, gli impiegati e i dirigenti se non hanno la casella giusta da barrare non muovono un dito, le pratiche giacciono per mesi sulle scrivanie e intanto però dietro quelle pratiche del cazzo ci sono delle persone.<br />
Nel mio caso due giovani europee che hanno perso alcuni mesi pensando di poter partire da un momento all&#8217;altro, quindi non si sono iscritte a corsi, non hanno cercato un lavoro, ma hanno passato le giornate in fila in un ufficio, forse questa parte di cittadinanza attiva se la sarebbero risparmiata.<br />
scusate lo sfogo.</p>
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		<title>By: Lilit</title>
		<link>http://blog.osservatoriobalcani.org/archives/186/comment-page-1#comment-1134</link>
		<dc:creator>Lilit</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 21:46:53 +0000</pubDate>
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		<description>E' fatto appositamente per scoraggiare ogni tentativo di mettere il naso fuori dalla quarantena chiamata Balcani. E' nobile la tua denuncia e ti fa onore averla fatta. Ma tu non puoi neanche lontanamente immaginare cosa si prova quando per anni devi fare questa trafila, ogni volta da capo. Io non ho avuto questa esperienza, ma tutti i miei amici ed i miei genotori si. Adirrittura i miei genitori hanno deciso di non venire più in Italia, malgrado muoiano per le nipotine. Hanno detto che fin quando L'Europa non comincia a guardarli come gli esseri umani e trattarli di conseguenza, loro non avrebbero più messo piede lì. Ed io li capisco. Le mie figlie impazziscono perchè i nonni non vengono e li dobbiamo sempre inventare cazzate per non dirle la verità per la quale sono ancora troppo piccole.
La cosa ancora peggiore, a Belgrado per esempio, è il personale serbo che è, se possibile, ancora peggiore del personale italiano. Si sentono come degli elletti, come quelli che sono riusciti. Si, cazzo, dal mio pezzettino di vetro chiamato sportello disprezzo ergo esisto! Con chi sa quali raccomandazioni, bassezze, lombricagine innata o acquisita che ti fa venire i brividi sulla schiena e ne sei contento perchè hai la prova di averla una spina dorsale, loro si ergono un gradino al di sopra di te e con l'arroganza e predisposizione a NO a priori, sono comunque pronti, prontissimi a cambiare attegiamento e striscare con una velocità supersonica davanti ad un lombrico di più grosso callibro! Quei luoghi sono schizofrenici per definizione, non sai con chi meglio ti identifichi, con Kafka, con Orwel o Huxley o Gogol o Chehov o tutti assieme. 
Ecco, qualcosa del genere noi viviamo tutti i giorni: con i nostri politici che ci dicono che il bianco è nero, con l'UE che ci dice che il nero è bianco e con una casta degli intelettuali o pseudo tali tipo Henri Levi che ci insegna che "siamo noi che dobbiamo chiedere scusa perchè esistiamo" e dobbiamo anzi reputarci fortunati per consumare l'aria al prossimo. E quando per anni vivi così, la sensazione d'impotenza aumenta e la depressione collettiva è assicurata! Hai provato solo un millesimo del muro di gomma che in tutti i segmenti dell vita viviamo quotidianamente e non solo per i visti.E puoi reputarti fortunata che hai lacrime per piangere, quelle almeno non te le hanno tolte. Noi non abbiamo nemmeno quelle più. In Serbia, in Bosnia, in Montenegro, Macedonia. La speranza che non esiste più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; fatto appositamente per scoraggiare ogni tentativo di mettere il naso fuori dalla quarantena chiamata Balcani. E&#8217; nobile la tua denuncia e ti fa onore averla fatta. Ma tu non puoi neanche lontanamente immaginare cosa si prova quando per anni devi fare questa trafila, ogni volta da capo. Io non ho avuto questa esperienza, ma tutti i miei amici ed i miei genotori si. Adirrittura i miei genitori hanno deciso di non venire più in Italia, malgrado muoiano per le nipotine. Hanno detto che fin quando L&#8217;Europa non comincia a guardarli come gli esseri umani e trattarli di conseguenza, loro non avrebbero più messo piede lì. Ed io li capisco. Le mie figlie impazziscono perchè i nonni non vengono e li dobbiamo sempre inventare cazzate per non dirle la verità per la quale sono ancora troppo piccole.<br />
La cosa ancora peggiore, a Belgrado per esempio, è il personale serbo che è, se possibile, ancora peggiore del personale italiano. Si sentono come degli elletti, come quelli che sono riusciti. Si, cazzo, dal mio pezzettino di vetro chiamato sportello disprezzo ergo esisto! Con chi sa quali raccomandazioni, bassezze, lombricagine innata o acquisita che ti fa venire i brividi sulla schiena e ne sei contento perchè hai la prova di averla una spina dorsale, loro si ergono un gradino al di sopra di te e con l&#8217;arroganza e predisposizione a NO a priori, sono comunque pronti, prontissimi a cambiare attegiamento e striscare con una velocità supersonica davanti ad un lombrico di più grosso callibro! Quei luoghi sono schizofrenici per definizione, non sai con chi meglio ti identifichi, con Kafka, con Orwel o Huxley o Gogol o Chehov o tutti assieme.<br />
Ecco, qualcosa del genere noi viviamo tutti i giorni: con i nostri politici che ci dicono che il bianco è nero, con l&#8217;UE che ci dice che il nero è bianco e con una casta degli intelettuali o pseudo tali tipo Henri Levi che ci insegna che &#8220;siamo noi che dobbiamo chiedere scusa perchè esistiamo&#8221; e dobbiamo anzi reputarci fortunati per consumare l&#8217;aria al prossimo. E quando per anni vivi così, la sensazione d&#8217;impotenza aumenta e la depressione collettiva è assicurata! Hai provato solo un millesimo del muro di gomma che in tutti i segmenti dell vita viviamo quotidianamente e non solo per i visti.E puoi reputarti fortunata che hai lacrime per piangere, quelle almeno non te le hanno tolte. Noi non abbiamo nemmeno quelle più. In Serbia, in Bosnia, in Montenegro, Macedonia. La speranza che non esiste più.</p>
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	<item>
		<title>By: Zeno</title>
		<link>http://blog.osservatoriobalcani.org/archives/186/comment-page-1#comment-1131</link>
		<dc:creator>Zeno</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:13:18 +0000</pubDate>
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		<description>La prima reazione dopo la lettura del tuo post è di indignazione. Sdegno e rabbia contro tutto ciò che trasuda italianità nella burocrazia dei nostri colletti bianchi. Poi lentamente si cominciano a vedere meglio i contorni del problema e si capiscono molte cose. Per esempio, una per tutte: il “colletto bianco quadratico medio italiano”, nella maggior parte dei casi, non si pone mai la domanda se il suo lavoro può o meno influenzare  la vita delle persone che interagiscono col suo lavoro. Succede all'Acea di Roma, al Provveditorato agli studi di Messina, al Comune di Napoli, etc. Per lui esiste solo l’orario di servizio e il numero medio di pratiche da sbrigare al giorno. Nulla che abbia a che vedere con la qualità del suo lavoro, con la psicologia applicata alle persone, con la disponibilità e la generosità che potrebbe mettere in atto con il suo lavoro. Niente di tutto questo. E guai a chi si permette di sfidarlo sul terreno della critica. A quando un Ministro degli Esteri che si preoccupi dell’efficienza e della qualità del lavoro degli uffici consolari italiani all’estero? Avete mai visitato i siti web delle ambasciate italiane all’estero? Fatelo. Vi godrete alla grande il concetto di mediocrità del Dirigente statale quadratico medio italiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La prima reazione dopo la lettura del tuo post è di indignazione. Sdegno e rabbia contro tutto ciò che trasuda italianità nella burocrazia dei nostri colletti bianchi. Poi lentamente si cominciano a vedere meglio i contorni del problema e si capiscono molte cose. Per esempio, una per tutte: il “colletto bianco quadratico medio italiano”, nella maggior parte dei casi, non si pone mai la domanda se il suo lavoro può o meno influenzare  la vita delle persone che interagiscono col suo lavoro. Succede all&#8217;Acea di Roma, al Provveditorato agli studi di Messina, al Comune di Napoli, etc. Per lui esiste solo l’orario di servizio e il numero medio di pratiche da sbrigare al giorno. Nulla che abbia a che vedere con la qualità del suo lavoro, con la psicologia applicata alle persone, con la disponibilità e la generosità che potrebbe mettere in atto con il suo lavoro. Niente di tutto questo. E guai a chi si permette di sfidarlo sul terreno della critica. A quando un Ministro degli Esteri che si preoccupi dell’efficienza e della qualità del lavoro degli uffici consolari italiani all’estero? Avete mai visitato i siti web delle ambasciate italiane all’estero? Fatelo. Vi godrete alla grande il concetto di mediocrità del Dirigente statale quadratico medio italiano.</p>
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