Diamo diritto ad una sarajevo laica & queer & religiosa

Il 24 settembre oltre alla violazione dei diritti umani: espressione e movimento della minoranza LGBT c’e’ stato un gravissimo attacco alla sarajevo laica e tollerante. L’abuso del sentimento religioso ha messo sotto scacco il modello musulmano della bosnia-erzegovina, per renderlo ostaggio di un islam fondamentalista e violento utilizzato in maniera strumentale dalla corrotta oligarchia politico e religiosa della citta.
Abbiamo bisogno di fare pressioni sulle istituzioni Bosniaco-erzegovesi affinche si ricordino del ruolo istituzionale e del dovere di tutela verso tutti i/le cittadini di uno stato laico (cosi la costituzione definisce la Bosnia Erzegovina).
E’ importante non solo cercare di ripristinare i diritti umani violati (liberta di parola, di movimento ed espressione culturale) ma anche dare un chiaro segnale di stop riguardo al tentativo, della corrotta elite politico e religiosa bosniaco-erzegovese, di imporre un islam settario ad una citta che ha fatto del multi culturalismo la sua bandiera e la sua vocazione.

Di seguito i fatti:
Lo scorso 24 settembre c’e’ stata l’apertura del primo queer festival a sarajevo. In programma una mostra fotografica dibattiti e proiezioni di film. Purtroppo la campagna elettorale (elezioni amministrative il 5ottobre) hanno visto in questa occasione un trampolino di lancio per una campagna diffamatoria e di linciaggio che ha abusato del mese sacro e del Ramadan per concentrare l’attenzione pubblica sulla provocazione ai fedeli musulmani e distoglierla dalla corruzione e dai mille altri problemi che la bosnia erzegovina ha.

La campagna ha funzionato, grazie alla diffusa omofobia balcanica che ha unito estremisti religiosi ad huligans e skin heads, la sera del 24 settembre all’apertura del festival e’ partita la caccia alla streghe. Piu di 15 feriti e percossi, rincorsi per la citta, tirati giu dai taxi e picchiati.
A questo si e’ unita una polizia inerte che non ha fatto alcuna interposizione fra partecipanti e dimostranti, nonostante la manifestazione fosse stata definita ad ALTO RISCHIO. Le mille minacce di morte (culminate in un video che taglia la testa ad una delle organizzatrici) hanno costretto ad annullare il festival. La tragedia, unita allo shock di noi che eravamo la, e’ stata il silenzio della citta e delle cariche religiose, istituzionali che non hanno ad oggi condannata la violenza.

Durante la riunione del consiglio di europa la violazione die diritti umani e’ stata anche menzionata in due emendamenti (Risoluzione CoE 1626 punti 11.7 e 11.8.10). Ma la paura rimane. Le organizzatrici non hanno piu un ufficio, sono nascoste e sotto scorta. Tutte noi siamo state fotografate dai dimostranti… e minacciate.

grazie per l’ascolto, i consigli e speriamo il supporto, vale

alcune fonti:

http://www.dnevniavaz.ba/multimedija/foto-galerije/obracun-zbog-queer-festivala
http://www.youtube.com/watch?v=ZXbsj0EUSC4
http://www.youtube.com/watch?v=S0OYiV0oHk8
http://www.youtube.com/watch?v=klzuFp8_3WI

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