Sarajevo multi-sciovinista: linciamo i/le queer

Ognuna ha il/la sua apritrice di occhi, la mia e’ stata la campagna d’odio lanciata dal Dnevni avaz e dall’establishment politico bosniacco contro la realizzazione del primo queer festival.

La Sarajevo che ha resistito al fascismo delle bombe e dei cecchini degli anni novanta e’ stata piegata dal fondamentalismo e dallo sciovinismo strisciante degli anni 2000.

Buongiorno Sarajevo. Da due giorni, dal 24 una nuova tetra luce splende su Sarajevo e la Bosnia Erzegovina che ho scelto di condividere con altre/i cittadine. Da due giorni, ovvero da mercoledi 24 settembre sono queer  e lo rimarro per sempre. Unica resistenza possibile all’orda vandala, criminale, assassina e xenofoba che si e’ scatenata contro di noi.

Il 24 settembre 2008, sarajevo e’ capitolata. Capitolata, come citta variopinta e tollerante, capitolata come simbolo della diversita, capitolata nella sua natura multietnica.

Quello che rimane di multi e’ lo sciovinismo ed il fondamentalismo.

24 settembre 2008 - notte dei cristalli. Andiamo con ordine, il 24 mattina la città era tappezzata da manifesti che incitavano al linciaggio contro omosessuali/lesbiche/transessuali e naturalmente contro tutte/i coloro che si sono dichiarate loro sostenitrici.  Cinque diversi manifesti, 4 di cui online all’indirizzo zdravodrustvo, tutti falsi retrogradi e trasudanti odio, piu un quinto, formato B2, altrettanto offensivo. Tutti molto molto costosi: colore totale.

Cosi e’ cominciata la nostra giornata, e questo post  altro non e’ che la cronaca del nostro linciaggio annunciato.

Dunque online e non solo, e’ stato distribuito l’invito a tutti i cittadini onesti di sarajevo di radunarsi nella piazza alija izetbegovic alle 5 per protestare pacificamente contro queste idee devianti. (La distribuzione dei volantini contro il queer festival e’ stata realizzata con il supporto della compagnia di taxi Sarajevo taxi, ragione per la quale invito tutti da oggi in poi a boicottarli e ad usare i taxi gialli zuti taxi, che si sono dimostrati umani durante il linciaggio).

Alle cinque del pomeriggio sono andata a vedere la riunione , erano fra 20 e 30 persone, non molte ma erano huligans, skinheads, e fondamentalisti. Non ci siamo avvicinati troppo, ma abbastanza per guardarli, per sentire l’onda delle parolacce e l’odio.

Sono tornata a casa e mi sono preparata … alle 7.30 di sera ero davanti all’Accademia delle Belle Arti. Per un un breve felice istante ho vista la sarajevo che amo e che speravo venisse all’inaugurazione. Una sarajevo di cittadine/i venuti nonostante le minacce, le paure a mostrare che tutte/i siamo egualmente e liberamente cittadine/i e che la bosnia erzegovina e’ uno stato laico.

Eravamo in tanti/e, come non mai ad una inaugurazione. Fra duecento e trecento partecipanti, c’è chi dice anche quattrocento. Il servizio di sicurezza all’entrata controllava gli inviti ed ognnuna di noi ne aveva stampati per distribuirli a chi non aveva fatto in tempo.

Quindi sono arrivati loro: skinheads, huligans il primo giro eravamo in troppi e si sono ritirati, sono andati dall’altro alto del fiume e ci hanno gridato contro: morte ai froci, eravamo di piu, abbiamo scandito indietro: sarajevo, sarajevo.

L’atmosfera dentro era bella e strana. Sono uscita dalla sala, andata nel piccolo corridoio antistante l’entrata e li ho visti. Eccoli in tanti troppi prima 30 poi cinquanta quindi cento: fondamentalisti islamici.

La polizia li ha fatti addirittura arrivare fino alla porta. la polizia non li ha ricaciatti. Abbiamo dovuto richiamare la polizia al suo dovere, chiedere di fare interposizione. La manifestazione, dichiarata ad alto rischio e loro di fronte a noi a 3 centrimeti da noi ad urlare a minacciare a lanciare pietre.

Via via che uscivamo a gruppetti à partita la caccia alla streghe la rincorsa a tirare la gente furi dai taxi, ad inseguirli per chilometri. Notte dei cristalli a sarajevo, caccia alle streghe.

Piu di 15 pestati, braccati tutte noi terrorizzate. Fotografate e messe online. assediate/i dai loro pugni.

Sarajevo è in ginocchio. La maschera è caduta. Fascismo sciovinismo fondamentalismo. Questo ci governa,  niente più illusioni.

Il silenzio della città uccide. Il festival si ferma, si fa clandestino. Le nostre vite sottratte alla loro furia. Nessuna resa, solo la consapevolezza che i diritti umani per gli/le individue in Bosnia Erzegovina passano sui nostri corpi e attraverso la denuncia del fondamentalismo e del fascismo.

vale

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