Io sto con il Queer Festival di Sarajevo

“…Il mio nome è Kenan Dizdar. Sono nato in Bosnia. Musulmano. Quindi, sono stato circonciso. [...]Nel mio paese al momento c’è la guerra. I Serbi, che sono ortodossi, odiano i musulmani.
I Musulmani, che sono musulmani, non amano i serbi. Ci sono anche croati, che sono cattolici, che a volte si amano con i musulmani, a volte non si amano. Al momento credo che non si amino. Ma anche questo finirà un giorno. Metteranno le armi da parte, i massacri verranno dimenticati, ma odieranno ugualmente gli omosessuali. Per qualche motivo nei Balcani è più facile accettare di avere un parente omicida che frocio”
(Go West, di Ahmed Imamovic 2005).

La Bosnia non è pronta, la Bosnia non è pronta.. ci sono problemi più grossi dei diritti dei gay. le vecchiette con la pensione sono più in pericolo.. noi ce l’abbiamo un gay e non è assolutamente discriminato.. e poi insomma questa cose dell’ostentazione queer francamente lascia il tempo che trova….e poi anche loro farlo durante il Ramazan! e le elezioni! Questo devono sentire le mie povere orecchie da un paio di settimane a questa parte, da quando si sono accorti che la prossima settimana c’è il Queer Festival e da quando sono partiti attacchi violentissimi dalla stampa e dalle tre religioni (per una volta d’accordo su qualcosa) contro la comunità gay, da quando la questione all’ordine del giorno è diventata “meglio essere gay o ladri”?
Ma i discorsi peggiori, le frasi con cui inizia questo post, provengono da persone di insospettabile fede progressista che organizzavano le manifestazioni cittadine dello scorso inverno… Perché essere gay al limite va bene, ma dirlo continuamente no! Perché hai visto cosa è successo a Belgrado, e poi sai qui è diverso..

Allora non ci siamo capiti. Allora siete davvero un paese primitivo, omofobici nelle budella. Non è che un diritto viene prima di un altro, non è che si può essere liberi solo un po’, non è che perché il paese è conservatore dobbiamo stare zitti, assecondare le pance dei bigotti e dei fascisti che evidentemente sono anche le nostre pance (non la mia: io aspiro da tempo a fare l’icona gay). Non è perché a Belgrado nel 2001 e a Zagabria ogni anno le prendono dai gruppuscoli fascisti bisogna avere paura e non uscire in piazza. Anzi!
Sennò si è condiscendenti.
Ma evidentemente qui ancora non è passato il concetto che essere gay non è un delitto (ed in effetti ha smesso di essere reato dal 1995), non è una vergogna non è una malattia (sono apparse interviste di persone che lo affermavano). Non è niente. “Non te lo dirà mai ma il sogno di ogni gay è trovare la ragazza giusta e sposarsi” mi dice il mio coinquilino. Non si riesce ad immaginare da vecchio con un altro vecchio (come se una vecchia fosse molto più bella!). In realtà è difficile accettarsi perché gli altri non ci accettano. E per questo sono pochi i gay bosniaci che sostengono con forza il queer festival, ma anzi fanno gli stessi discorsi, le stesse critiche degli “straight” con in più una buona dose di paura.

Due settimane fa sempre il mio coinquilino è arrivato a casa sbattendo sul tavolo il settimanale Dani con al foto di un ragazzo semivestito ricoperto dalla bandiera colorata dell’orgoglio gay “Sono pazzi - mi fa - sono ero anch’io a fare le foto con questo qui, lo conosco è uno di Mostar. Ti rendi conto potevo essere io in copertina!” ed il tono non era contento era decisamente spaventato. Mesi fa lui aveva partecipato alla sessione di fotografie di ragazzi e ragazze che sarebbero (e saranno) esposte durante il queer festival, l’idea era quella di fare “coming out” anche se io sospetto che il mio coinquilino lo abbia fatto unicamente perché è un vanesio terribile. Ora si è ricordato di aver firmato la liberatoria per l’utilizzo delle foto in qualsiasi occasione, e si è ricordato che lui non è gay dichiarato e non vuole esserlo.

Ma c’è anche chi dice, almeno se ne parla, l’omossessualità potrebbe essere un po’ meno tabù. Inoltre molti intellettuali in questo periodo hanno fatto dichiarazioni a favore della libertà di espressione queer e della libertà di orientamento sessuale.
Bisogna vedere chi vincerà: se i bigotti o le persone illuminate.

Intanto l’associazione Q, promotrice del festival ha dovuto assumere una agenzia privata di sicurezza perché non si ritiene al sicuro, i padroni dell’appartamento dove risiede l’associazione da qualche anno gli hanno detto che se ne devono andare, i locali da tempo fissati per la manifestazione hanno via via disdetto accusando le scuse più fantasiose.
La cosa che mi affascina di più è che da una parte ci sono gli estremisti di destra, gli hooligans, i bigotti, i preti, i perbenisti la stampa, i partiti che rincorrono i voti, che fanno apparire l’essere gay come una condizione mostruosa. Dall’altra parte c’è una subcultura presente da tutte le parti, grazie ad internet grazie ai siti di appuntamenti, grazie al facebook e a myspace, grazie ai film e ad una crescente mobilità all’interno della regione.

Il mondo gay esiste ed è vitalissimo, viaggia, si incontra, ascolta musica, compra, scarica film di argomento gay, fa e consuma arte, andrà al concerto di Madonna a Budva, e - certo - fa tanto sesso. Molto più di noi etero invidiosi.

Tags : , , , , , ,