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	<title>Comments on: Ai margini dell&#8217;ufficialità. Ballare a Srebrenica.</title>
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	<description>balcani: europa o quasi, commenti dal margine</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 05:55:02 +0000</pubDate>
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		<title>By: Zeno</title>
		<link>http://blog.osservatoriobalcani.org/archives/168/comment-page-1#comment-389</link>
		<dc:creator>Zeno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 17:29:35 +0000</pubDate>
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		<description>Che commento si può fare a un post così ben scritto che è in grado di emozionare chi lo legge? Tra pioggierella, nebbiolina e lamponi alla fine vince la dolcezza del frutto che produce gioia e segni d'amore. Quelle rare volte che leggo qualcosa di Srebrenica e della storia recente della Bosnia penso a due fatti. La prima è il ricordo di mio padre, carabiniere a Spalato nel 1943, che all'indomani dell'8 settembre fu preso dai partigiani di Tito per essere fucilato. Si salvò, perchè all'ultimo minuto, come nei film più realisti, un partigiano titino lo riconobbe come il carabiniere che aiutava le donne anziane al mercato ittico a non essere imbrogliate dai veloci e scaltri commercianti del mercato. Più di una volta mio padre aiutò delle vecchiette costringendo i venditori di pesce a dar loro più pesce del normale. Gli proposero di diventare partigiano insieme a loro. Accettò e fece 15 mesi di vita terribile nei boschi della Bosnia. Rientrò in Italia che era una larva umana, ritrovò l'amore della sua fidanzata di allora, cioè di mia madre, che lo aiutò a riprendersi. Dunque, quando sento parlare di ex Jugoslavia provo sempre sensazioni d'amore per coloro che si impegnano a favore della "normalizzazione" di quelle terre ricche di umanità ma anche di sfortuna. La fondazione Alexander Langer è una di quelle. Non per nulla nella mia scuola abbiamo intitolato la biblioteca scolastica proprio ad Alexander Langer. Ecco l'URL:    http://www.liceorussellroma.it/NewsCompleta.htm  
Il secondo fatto riguarda ciò che penso dell'ONU e dell'UE. La prima la trovo distante, lontana, fredda, narcisista, spesso responsabile di massacri effettuati per sua incapacità (vedi quello di Srebrenica. E poi dicono che a scappare sono solo gli italiani. Mica scherzano gli olandesi, no?), mentre trovo la seconda più vicina alla gente, più in grado di comprendere i fatti degli europei. Una prova? La Slovenjia è Europa a tutti gli effetti, senza più confini, ormai integrata nel sistema e, dunque, con ricche prospettive di vita futura. La Bosnia no. Spero ancora per poco. Il futuro dei Balcani è l'Unione Europea. Non esistono altre strade o scorciatoie. L'Italia può e deve fare la sua parte come devono farla le Istituzioni europee che devono integrare in pace tutti i popoli d'Europa, tutti. Sono stato a Lubljiana in visita turistica e mi sono trovato bene. Da più di 10 anni sto facendo il tour delle 27 capitali dell'Unione. Sono a quota 20. Spero che tra qualche anno i paesi dell'Unione saranno più di trenta. La storia e la cultura europea ce lo impone. Ciao e continua ad emozionare i tuoi lettori con i tuoi piacevoli scritti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che commento si può fare a un post così ben scritto che è in grado di emozionare chi lo legge? Tra pioggierella, nebbiolina e lamponi alla fine vince la dolcezza del frutto che produce gioia e segni d&#8217;amore. Quelle rare volte che leggo qualcosa di Srebrenica e della storia recente della Bosnia penso a due fatti. La prima è il ricordo di mio padre, carabiniere a Spalato nel 1943, che all&#8217;indomani dell&#8217;8 settembre fu preso dai partigiani di Tito per essere fucilato. Si salvò, perchè all&#8217;ultimo minuto, come nei film più realisti, un partigiano titino lo riconobbe come il carabiniere che aiutava le donne anziane al mercato ittico a non essere imbrogliate dai veloci e scaltri commercianti del mercato. Più di una volta mio padre aiutò delle vecchiette costringendo i venditori di pesce a dar loro più pesce del normale. Gli proposero di diventare partigiano insieme a loro. Accettò e fece 15 mesi di vita terribile nei boschi della Bosnia. Rientrò in Italia che era una larva umana, ritrovò l&#8217;amore della sua fidanzata di allora, cioè di mia madre, che lo aiutò a riprendersi. Dunque, quando sento parlare di ex Jugoslavia provo sempre sensazioni d&#8217;amore per coloro che si impegnano a favore della &#8220;normalizzazione&#8221; di quelle terre ricche di umanità ma anche di sfortuna. La fondazione Alexander Langer è una di quelle. Non per nulla nella mia scuola abbiamo intitolato la biblioteca scolastica proprio ad Alexander Langer. Ecco l&#8217;URL:    <a href="http://www.liceorussellroma.it/NewsCompleta.htm" rel="nofollow">http://www.liceorussellroma.it/NewsCompleta.htm</a><br />
Il secondo fatto riguarda ciò che penso dell&#8217;ONU e dell&#8217;UE. La prima la trovo distante, lontana, fredda, narcisista, spesso responsabile di massacri effettuati per sua incapacità (vedi quello di Srebrenica. E poi dicono che a scappare sono solo gli italiani. Mica scherzano gli olandesi, no?), mentre trovo la seconda più vicina alla gente, più in grado di comprendere i fatti degli europei. Una prova? La Slovenjia è Europa a tutti gli effetti, senza più confini, ormai integrata nel sistema e, dunque, con ricche prospettive di vita futura. La Bosnia no. Spero ancora per poco. Il futuro dei Balcani è l&#8217;Unione Europea. Non esistono altre strade o scorciatoie. L&#8217;Italia può e deve fare la sua parte come devono farla le Istituzioni europee che devono integrare in pace tutti i popoli d&#8217;Europa, tutti. Sono stato a Lubljiana in visita turistica e mi sono trovato bene. Da più di 10 anni sto facendo il tour delle 27 capitali dell&#8217;Unione. Sono a quota 20. Spero che tra qualche anno i paesi dell&#8217;Unione saranno più di trenta. La storia e la cultura europea ce lo impone. Ciao e continua ad emozionare i tuoi lettori con i tuoi piacevoli scritti.</p>
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