Mister K.

Forse sono una delle poche ad essere arrabbiatissime perchè hanno preso mister K. Succede qualcosa di così grosso ed io sono in Italia, al mare con bambini e famiglia. Un anno a Sarajevo a cercare notizie, le più assurde perchè cmq la Bosnia non interessa, a cercare di fare del giornalismo diverso a meditare sui nazionalismi, a raccontare le persone vere, ad andare nelle periferie a farsi un cuore gonfio così.. e per una settimana che mi assento.. zac! ti prendono lo psichiatra.
e tutti che mi dicono hai visto? eh hai proprio avuto un timing perfetto per andare in vacanza.. maledetto K. penso mi hai rovinato le vacanze!

Al di là delle considerazioni politiche e dei sentimenti personali.. (contenta per la Serbia e un po’ preoccupata per la BiH) mi viene in mente quello che mi raccontava il mio amico poeta di Zagabria, del sangiaccato, montenegrino, serbo bosniaco, un linguista sostenitore dell’unità della lingua (oggi BHS), un tizio insomma un po’ fuori dalle logiche dei balcani di oggi. Mi raccontava il poeta che ovviamente conosceva K., facevano entrambi parte dell’intellighenzia jugoslava. All’epoca il mio amico poeta  abitava a Belgrado e quando K. lo andava a trovare gli faceva tutta  una serie di discorsi sulla superiorità di Sarajevo. “Vedi - diceva K. - voi non capite, qui a Belgrado siete tutti uguali, invece a Sarajevo abbiamo la forza della multiculturalità viviamo insieme anche se siamo di culture differenti” e il mio amico gli rispondeva  “ma quale culture diverse? parlate la stessa lingua, mangiate lo stesso cibo avete le stesse tradizioni, siete uguali fisicamente..l’unica cosa che vi distingue è la religione, ma tutto il resto è uguale”.

forse capire in che momento K. si è trasformato ci aiuterebbe a capire in che momento i balcani sono cambiati, in che momento noi siamo cambiati.

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