ARRESTATO ARREstato arrestato (?!)
Se mi avessero detto che sarei stata soddisfatta, non lo avrei ammesso. Probabilmente perchè concedersi di credere alla giustizia, quella eseguita dalla polizia, dagli stati insomma dagli organi ufficiali delegati ad essa sembra una favola. E si sa, le adulte non credono alle favole. Se ne concedono stralci nel buio di un cinema guardano il signore degli anelli o ne sognano, con parsimonia.
In fase REM, delle volte, riusciamo ad essere piu ottimiste che da sveglie.
Che dire, stanotte quando l’sms di un amico mi ha scritto dell’arresto ho pensato ad uno scherzo. Invece era vero… la gente a Sarajevo ha festeggiato, non in diecimila in piazza, questo no. Tredici anni di attesa e quotidiane manipolazioni in chiave nazionalista di ogni evento, fosse anche il piu minuto, hanno il loro peso.
Per quanto mi riguarda, mi è bastato vedere le bandiere verdi dell’islam e quelle bianche dei ljiljiani e mi sono sentita triste, sconfortata.
Stamattina leggendo, guardando i vari reportage, sento l’ambivalenza crescere. La soddisfazione di vedere che anche le alleanza piu forti (13 anni di rete, non sono pochi) possono incrinarsi, cede di fronte alla consapevolezza del circo che ci/mi aspetta. Gli schieramenti si preparano, le amministrative in BiH mettono sale&pepe.
Sentire dire, alla Lajcak, che la giustizia alla fine trionfa, fa il suo corso direi che è marketing. Sulla giustizia si apprende molto, troppo nei e dai Balcani.
So che è un arresto importante per le tante persone, donne, uomini che hanno vissuta la guerra, che hanno perso vite, speranze. So che è una sorta di monito, di brusco risveglio per chi si è lasciato cullare da una identificazione con l’inafferrabile, l’intoccabile.
So anche, ed è parte della mia amarezza che la partita è stata una lunga negoziazione sul prezzo durata tredici anni. Lo so e lo indica il comunicato del Ministero degli interni serbo che ha voluto chiarire di non essere responsabili, di non avere partecipato all’arresto.
A Sarajevo piove, una pioggia lunga insistente. E’ comincaita stanotte dopo mezzanotte, quasi volesse lavare, ripulire. E’ strano, ma questo cielo, le sue nuvole sono lo specchio opaco delle nostre vite assembrate d fronte allo spazio mediatico. Mi sono rivista molti anni fa ascoltare le notizie dalla Romania, l’arresto del dittatore, la sua fine, perche non tradisse i traditori, perche la transizione avvesse luogo, perche i nomi non fossero rivelati nella loro interezza.
Karadzic, è in arresto a Belgrado, nessuno lo ha visto, nessuno gli ha parlato, tranne le “forze che lo hanno arrestato”. Siamo la notizia… noi… buona la prima…
Nella vita quotidiana, il prepotere, la corruzione, prosegue. I nomi sono e restano eccellenti: le piu alte cariche di questa terra amministrata alla Dayton, percentuali di appartenenze mi/ci ammorbano.
vale
Tags : belgrado, bosnia ergzegovina, dayton, giustizia, karadzic, margini, sarajevo

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