Skopje noir, Skopje glamour e Skopje kitch
cristo non è possibile: la settimana scorsa sono andata apposta in macedonia a seguire le nuove elezioni nelle zone albanesi e nessuno - o quasi - mi si è filato perché per i giornali esisteva solo l’Irlanda e il suo no a Lisbona. “Abbiamo sentito le riviste e la Macedonia non interessa molto..mi dispiace..”. Ma come questi si sparano per le elezioni e a nessuno frega niente? Dopo di che una settimana dopo le agenzie sono state invase da notizie sulla macedonia per l’arresto del “giornalista serial killer” che per la gioia dei cronisti (perdonate il cinismo) si è ucciso appena arrivato in carcere (ma si sarà ucciso davvero? è giallo…).
Invece come una sciocca ero andata a vedere cosa sarebbe successo nelle zone a maggioranza albanese (Skopje nord e la parte a nordovest della Macedonia dove c’è Tetovo famigerata culla degli indipendentisti albanesi dove è nata la prima università in lingua albanese in Macedonia, illegale fino al 2004). Il primo giugno i due partiti albanesi (Dui e PDA) erano tanto sicuri che gli altri avrebbero manipolato le elezioni che hanno attivato una sorta di squadre di “bravi” che minacciavano armi in pugno tutti quelli che andavano a votare, che potevano disturbare il corretto svolgimento dei brogli. Nei piccoli villaggi, specialmente, la gente arrivava e trovava “i bravi” a presidiare i seggi. Quando arrivavano gli osservatori internazionali la mattina presto e trovavano le urne già strapiene la risposta era “eh sapete i contadini vanno a lavorare presto… hanno tutti già votato” (il 100% degli aventi diritto).
Invece il 15 giugno non è successo niente. I partiti “etnici” , come li chiamano i giornali, sono stati bocciati da tutti, non solo dalle organizzazioni internazionali ma anche dai leader albanesi di Kosovo e Albania, la polizia ha pattugliato in maniera ultramassiccia le zone dove si rivotava e ci sono stati solo piccoli incidenti, tipo uno in un paesino a nord di Skopje che voleva votare per tutta la famiglia, 25 persone, o altri due o tre posti dove hanno rubato il materiale elettorale durante la notte e questo ha rallentato le operazioni di voto. ma alla fine tutti si sono dati una regolata.. anche se la Macedonia, che ormai doveva diventare paese candidato per l’Unione europea questo autunno, farà quasi sicuramente un passettino indietro. D’altronde io ho provato a spiegare che tanto i cugini irlandesi stavano dicendo no all’Europa quindi che non si stracciassero troppo le vesti ma non mi hanno ascoltato molto. Questo per quanto riguarda un po’ di cronaca politica.
Invece per quanto riguarda la vita vera, Skopje è sempre brillante e dura e soprattutto mi fa sempre sentire una piccola provinciale. A Skopje ci sono queste file di caffè molto languidi che si susseguono uno dopo l’altro dove si trova la bella gioventù con gli occhiali scuri d’ordinanza che passa tutto il pomeriggio a parlare di film e di musica, degli ultimi locali e degli ultimi gossip. La gente si conosce su myspace e si lascia via skype. Si beve caffè freddo con latte e cuba libre, se chiedi una rakja ti guardano malissimo e ti portano una vodka. Ecco a Skopje non è che si parla di sex and the city, si è sex and the city.
Sabato sono stata a due concerti uno dei Foltin gruppo di Bitola (antica capitale di non mi ricordo più che cosa, insomma anticamente una città importante) che fanno musica tra il folk, il jazz free stile, molto divertente .. e poi ad un quarto a mezzanotte tutta la Skopje che conta si è riversata al nuovo club Hard Rock Cafè per vedere il concerto più glamour della stagione quello di una frizzante Ròisin Murphy ex cantante dei Moloko, disco dance elettronica e soprattutto lei che sfoggiava dei vestiti incredibili diversi ad ogni canzone, con il mio amico che mi ha detto che quello con le spalline lo hanno rubato, con il suo permesso, ad una sua collezione perchè il capodesigner dello stilista di Ròisin è macedone ed è un suo amico (a quel punto io stavo sognando gli albanesi di Tetovo) . Dopo di che io ho saltato l’afterhour a casa di uno del gruppo perchè appunto il giorno dopo, Tetovo. Abbiamo lasciato la combriccola di producers, graphic designers e altri professionisti di questo tipo.. e ho costretto il mio amico (fashion designer) a portarmi a casa. Non prima che il producer mi avesse offerto di organizzarmi una macchina per Tetovo andata e ritorno e attesa, solo per trenta euro. Ma scusa c’è un bus ogni ora che costa due euro? Mi ha guardato come se fossi una pazza a voler andare in autobus insieme a tutti quegli albanesi.
Le interviste invece sono andate come dovevano andare: Šutka il primo e l’unico comune rom al mondo, incasinato come deve essere, il mercato i bambini per strada a giocare i carretti trainati dai cavalli che portano le bottiglie di plastica da riciclare, e il candidato rom che è un piccolo tycoon che ha riempito Šutka di suoi poster immensi e che ha chiamato i figli Giovanniversace e Ladydiana. L’intervista con un po’ di gente del suo partito, un ex bar tappezzato viola acceso e giallo, che finisce con una signora che mi legge il futuro lanciando i fagioli sul tavolo (mamma ha detto che mi sposo! non ti devi preoccupare!). l’intervista all’altro piccolo tycoon, fondatore di una televisione rom (la seconda) di un business center rom, di una scuola professionale di marketing e cucito e con dietro il posto per accumulare le bottiglie riciclate (”sono stato proprio l’altro giorno a Milano… in Italia e in Slovenia li portiamo”). Giovanissimo ci accoglie facendoci aspettare per una buona mezz’ora nel frattempo riceve gente là davanti a noi tratta sul prezzo e si fa dare o da soldi, risponde al telefono e urla incazzato che lui non lavora così. Una specie di teatro a nostro beneficio, poi si siede si accende una sigaretta, si toglie la cravatta le scarpe si infila i sandali di plastica del nonno (definizione mia) e inizia a dirmi che in genere concede interviste di 20 minuti ma che con me sarebbe stato anche una giornata intera e che dovevo assolutamente andare a “Miss Roma International” il prossimo 11 luglio che se fossi stata rom avrei vinto di sicuro.. etc etc. insomma come ama definirsi “un piccolo berlusconi rom”. e poi le voci, e le maldicenze feroci fra l’uno e l’altro leader. Sono tutti leader a Šutka, mi dice un rappresentante di un’associazione rom di Tetovo, ma quando guardi dietro non c’è niente. Sempre il solito problema della autorappresentazione. Ma anche i rom delle associazioni hanno vita difficile “quando vai a scuola all’università e vai via dal quartiere ti rendi conto che non hai più lo stesso linguaggio che hai pochissime cose in comune con i tuoi amici”. In compenso lui parla macedone albanese romani turco ed inglese. MI porta a vedere il vecchio insediamento rom di tetovo che fra poco demoliranno per fare un quartiere residenziale, è vecchio cento anni e qui molti rom parlano ancora turco perchè erano venuti come servi dei signori dell’impero ottomano e parlavano la loro lingua. Invece Tetovo non è così come mi aspettavo, molto viva tanta gente in strada tanto verde, al primo sguardo non sembra quella città scura e piena di guerriglieri in passamontagna come in fondo in fondo mi aspettavo, inoltre sento parlare albanese ma anche molto macedone.
Invece a Gostivar mi sono trovata a pranzo con un rappresentante di Ong macedone albanese e un bancario di Tirana abbiamo parlato di politica macedone di politica albanese ma ho chiesto anche a fondo del kanun, un antico codice che regolava la vita della comunità albanese, dai diritti di proprietà al diritto di chiedere vendetta o risarcimenti in denaro per offese personali. Pensavo fosse una cosa scritta nelle guide turistiche e poco usata o conosciuta oggi giorno soprattutto da come dire persone di mondo come quelle con cui stavo pranzando… invece si capisce da come ne parlano i due anche se hanno un perfetto inglese e hanno viaggiato che ci sono tante cose che sono interiorizzate, certo nessuno le fa perché sono la regola numero x del codice, ma ci sono certe abitudini molto forti (principalmente tutti i comportamenti legati alla cura dell’ospite, ma anche le regole della vendetta soprattutto attive nel nord dell’Albania) e siamo finiti in una discussione sulla definizione della Besa, la parola data ma che è molto più forte mi dicono può arrivare fino alla morte. e i due si chiedono ma tu l’hai mai usata? ma no ma figurati nessuno la usa più… ma quando i due si guardano, di nuovo come accade spesso nei balcani, mi sembra di avere sotto gli occhi quella linea sottile che traccia il confine tra arcaicità e modernità.
Šuto Orizari / Šutka
Tags : Albania, Besa, DUI, elezioni, Gostivar, Kanun, Kosovo, Macedonia, Miss Roma International, osservatori internazinoali, PDA, Ròisin Murphy, Rom, Roma, skopje, Šutka, Tetovo




One Response to “Skopje noir, Skopje glamour e Skopje kitch”
said on July 12th, 2008 at 20:20
HaHaa ZaKoon i SuTka=)
Leave a Reply