resisti il cuore non scoppia
Curioso, queste giornate, forse settimane mi hanno contemporaneamente esposta ed isolata. Me ne sono stata dentro e fuori le cose. Ho pensato, letto, parlato. Stanotte scrivo. La scrittura è una questione che ha a che fare con il corpo molto di più che con le parole. Da adolescente sofisticata, intrigata dal proprio IO, dall’essere più che dall’esistere, mi ritrovo in queste giornate adulte, lunghe e pressanti a rivisitare tutti i trucchi di cui le emozioni necessitano.
Vivere la propria vita non è facile, meglio commentare quelle altrui. La loro distanza, l’inafferrabilità le rende domestiche ed in qualche modo una cura a quanto non riusciamo ad ottenere da noi.
La Bosnia Erzegovina di questi giorni è incombente e buffa, strattonata fra la memoria del passato e le beghe di un attivismo alle prese con il proprio ego. La realtà ostinata di chi ricerca un senso per se stessa all’interno di una direzione collettiva sembra quasi un modo per sfuggire l’opprimente immobilità e la resa generale. In realtà è il pensare ad alta voce, un prendere tempo per sè e per le altre, un darsi lo spazio per sopravvivere alla pressione.
Occuparsi di politica senza un partito, dialogare nello spazio pubblico, fosse anche la micro-misura di uno scambio di mail, la proiezione elettronica in un forum online ci rende corpi. Soggette identificate ed identificabili. Uno strappo del privato verso il pubblico.
Mentre noi dibattiamo la nostra etica, le nostre relazioni e accumuliamo tutta la forza che abbiamo per spostare una mollica, le elezioni avanzano. In pochi giorni la Bosnia Erzegovina sarà divorata dall’estate e dalla retorica elettorale.
Ci sono molte buone cose che stanno accadendo, ma rimangono disconosciute dalle stesse artefici. Una attitudine al risultato mancato, alla vittimizzazione le pervade e fa credere che non si sia raggiunto l’obiettivo.
!Dissento!
Certo “le umane sorti e progressive” non sono qua a stringerci nel loro abbraccio fecondo. Tutto sta a non sottovalutare il sasso nello stagno. Tutto sta a comprare sufficiente tempo per darsi un’occasione ancora e poi un’altra ed ancora un’altra.
La cosa più difficile di tutte è resistere alla paura che nulla cambierà. Che ogni cosa, come un muro di gomma tornerà su se stessa ricomponendo l’immagine come se nulla fosse accaduto, come se mai nessuna resistenza fosse stata tentata, come se mai nessun dissenso fosse stato espresso.
Il forum che un mese fa accumulava una dietro l’altra le voci delle proteste ha avuto bisogno di quasi dieci giorni per per spostarsi da pagina 13 a pagina 14. Eppure il movimento è là, ed il numero di chi legge è nuovamente in aumento.
Opporsi, è, primariamente una questione di fiducia in se stesse e nell’altra. Un acrobazia minuscola e totale. Naturalmente, il ridicolo come l’intimidazone sono dietro l’angolo ecco perchè serve un sorriso e la coerenza di una pratica politica.
Tags : bosnia erzegovina, cittadinanza, etica, margini, pratiche politiche, resistenza

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