Sex and the city and the elections
La scena più bella di queste elezioni è stata la domenica mattina, prima di andare a votare a parlare di Sex and the City. Ho costretto i miei amici serbi ad andare a Zemun perchè volevo fare il reportage dalla sede dei radicali. Zemun sembra una piccola città di mare , solo che invece del mare c’è il Danubio. E’ il quartiere/città del famigerato clan di Zemun, la mafia più potente di Belgrado, ma anche la roccaforte dei radicali. Con un sole che spacca ci mettiamo in un bar con i tavolini fuori e Milos dice vedi le facce si vede che siamo nel posto dei radicali.. io dico che esagera e lui si giustifica “Sai e che a noi di Novi Beograd - il quartiere accanto - non piace la gente di Zemun”. E un attimo dopo siamo a discutere appassionatamente su Sex and the city, a questionare se Sarah Jessica Parker sia attraente o no. Io e Radmila sosteniamo che comunque ha il suo fascino, Milos e l’altra amica dicono no che è assolutamente brutta, la sorella di Milos sta zitta a fumare. Lei è tornata da poco dalla Nuova Zelanda, ha 22 anni ha lasciato il suo lavoro e sta cercando qualcosa a Belgrado, ancora molto indecisa se restare o tornare.
E Big, l’uomo eterno di Sarah Jessica Parker com’è? Bellissimo l’uomo perfetto, ma no è solo un bastardo che la prende e la lascia, meglio l’altro che invece lei ha lasciato. Milos, unico uomo, dice non ci posso credere che siamo qui a parlare di Sex and the City. Poi certo, parliamo anche delle elezioni, della preoccupazione di una eventuale vittoria dei radicali. L’amica che non conosco, insegnante d’inglese, racconta che non è sicura di cosa voterà suo padre che ha sempre votato Milosevic, tranne nel 2000, quando “Slobo” è stato cacciato. La sua suocera invece dice che era convinta di votare per i radicali, perchè la corruzione e la Serbia a cui tutti vogliono male etc. etc., a quel punto il figlio le ha detto “Sì vedrai poi mamma quando mi toccherà mettermi la divisa, prendere le armi e andare in guerra ti pentirai di aver votato radicali”. Nella sede dei radicali, bellissima, un edificio azzurro stile liberty nel centro della zona pedonale di Zemun non c’è assolutamente nessuno, solo il portiere che sa un po’ di italiano e mi dice “Certo vieni stasera, saranno tutti qui a partire dalle nove” con l’aria sorniona di chi ha già la vittoria in pugno.
Quindi mi ritrovo con altri amici, in un altro quartiere, Voždovac, famoso a Belgrado perché ci hanno girato un film un paio di anni fa “Da grande voglio diventare un canguro” di cui noi non sapremo mai niente. Lì prendiamo un caffè con un amico che è nel LDP, il partito dei Liberal democratici del giovane Cedomir Jovanovic, ex leader di Otpor. Quello che tutte le ragazze volevano sposare, per cui giravano negli anni novanta le spilline con scritto sopra “Cedo, sposami!”. LDP potrebbe sembrare uno dei partiti più a sinistra, nel senso che è totalmente anti-nazionalista, per la convivenza con gli albanesi, unico partito ad accettare l’indipendenza del Kosovo, filo europeo etc. etc. ma per quanto riguarda la parte economica ha un tendenza ultraliberista. Ma la cosa più importante sono i gossip, i tradimenti e la lotta tra i Democratici di Tadic e i liberaldemocratici di Jovanovic. In particolare il nostro amico ce l’ha con il ministro attuale degli esteri Vuk Jeremic, giovanissimo uomo di Tadic, forse vero rivale di Jovanovic, anche perché sono della stessa generazione. Lo odia talmente tanto che è uno degli attivisti del social network su facebook “Vuk Jeremic mi fa vomitare”. Resto affascinata: esiste un gruppo on line che si chiama “Vuk Jeremic mi fa vomitare”.
Poi per fortuna arriva il fratello del mio amico, giornalista vecchio stile, una macchina scassatissima, in cui per mettere la prima bisogna tenere il cambio che sennò parte, e che non sa una parola di inglese, o quasi. Comunque parliamo e mi racconta di tutta la storia della mafia belgradese, di come il clan di Zemun nasce da una divisione di un clan di Buha, di come avevano in mano in particolare il traffico della droga che arrivava dall’Afghanistan, in Kosovo e che andava in Europa tramite la Serbia, di come si scambiassero i favori con il capo dei “Berretti Rossi”, unità speciale dei servizi usata per i lavori ’sporchi’, Milorad Ulemek alias “Legija”, condannato per l’assassinio di Zoran Djndjc. Le guardie del corpo di Spasovic il nuovo capo del clan di Zemun, provenivano dall’unità di Legija. Mi ha raccontato di come il primo pentito della mafia era diventato proprio l’ex capo, Buha, che decise di confessare tutto dopo che avevano provato ad ammazzarlo in Turchia. L’ex leader mafioso riuscì a rifugiarsi nell’Ambasciata serba e fu interrogato in un bunker militare Ceco dal pm per i crimini organizzati. L’assassinio di Djindjic, racconta Vuk, è avvenuta poco dopo la confessione di Buha, e aveva il preciso scopo di fermare il primo ministro che voleva fermare lo Zemun clan.
(to be continued..)
P.S. comunque Big è un bastardo, punto.
on Maggio 29th, 2008 at 17:52
ma di quale mr big stiamo parlando?
perchè secondo me ci sono vari mr big, il decisamente bastardo della prima stagione, il super sexi e non direi bastardo della seconda stagione…insomma un bastardo a fasi alterne che poi nella sesta stagione si redime parecchio, ammetterai…
e poi sempre meglio di steve, il barista di miranda!
domani in italia uscirà il film…vi saprò dire!
w mr big!
on Maggio 29th, 2008 at 19:22
uao.. alle “fasi” di mr big non ci avevo ancora pensato..hai ragione sono indietro! facci sapere..
lucy
on Giugno 6th, 2008 at 12:06
visto. più coniglio che bastardo…
