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balcani: europa o quasi, commenti dal margine

Belgrado 2009

Sono tornata a Belgrado da qualche mese. Esattamente tra anni sono passati da quando, nel 2006 arrivai a Belgrado per la prima volta e scoprii la ex Jugoslavia, che avrebbe poi segnato una buona parte di questi anni. Avevo letto poco prima di partire, non mi immaginavo nulla ma immediatamente mi travolse e me la vissi con passione, una passione che spesso consisteva semplicemente nel tirare molto tardi la sera. Da allora sono successe tante cose, sono cambiata io ed è la cambiata la città, come è naturale che sia in tre anni. Ma forse nemmeno poi tanto. Io ho vissuto quasi un anno a Sarajevo, ho guardato a Belgrado dal di fuori, ma da un “di fuori” non molto distante. O meglio distante per alcune cose e vicino per altre. E non mi riferisco solo alla guerra e alla geografia, che sono dei fatti oggettivi. Le carte geografiche fisiche, quelle con montagne e fiumi, volenti o nolenti non si cambiano, al massimo si possono cambiare i nomi. La guerra pure, c’è stata ed è un dato di fatto, a prescindere da come la si voglia interpretare. Ma mi sembra che ci siano dei livelli più sfumati di somiglianza nella differenza o di differenze nella somiglianza o di volontà di negare una somiglianza. Ma a questo punto forse mi sto perdendo. (Read more…)

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Il mercato dei fiori e gli anni novanta

E quindi cocavkeme minimo suonavi musica punk negli anni novanta…Lui si gira e mi fa: bhe’ che altro. E mi dice che gli autobus non li prende più da allora, da quando erano talmente malmessi che era una scommessa arrivare a destinazione e a volte anche uscirne tutti interi, da quando nei bus notturni era pacifico che si potesse fumare e dove loro, ragazzi, spesso si facevano dei gran cannoni nelle file più indietro. Ora no, mi rassicura, ora gli autobus sono molto meglio. Gli volevo quasi chiedere ma ti mancano quegli anni? (Read more…)

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max il treiner e la domenica a belgrado..

Il treiner di max mi ascolta, sempre. Lo chiamo il sabato per chiedergli consiglio su cosa fare con max lo tengo un’ora al telefono per spiegargli che si siede che però non so, mi sembra che finga che sia ubbidiente per finta e infatti alla prima occasione si leva con una pervicacia encomiabile la specie di museruola che mi ha dato il treiner. Il treiner è’ un tipo robusto quadrato, un po’ americano con una moglie incinta altissima, un bambino biondo, un labrador biondo anche lui e che all’inizio sembra perfetto e poi gli succede di tutto, gli si rompe la macchina, rimanda gli appuntamenti per pioggia e a volte ride fuori posto. Ma il trainer mi capisce, posso parlare con lui ore e ore di cose veramente stupide sul mio cane senza sentirmi idiota.. sono pochi quelli con cui posso parlare di max ed in genere se li trovo dopo un po’ penso “madonna ma questo è proprio fissato con i cani”. Con il mio treiner no, lui la fa apparire una cosa filosofica, psicologica della serie stai bene con il tuo cane e stai bene con te stesso e con il mondo,  mi spiega il concetto di alfa e di gruppo, etologia, scienza, controllo. Così interessante. Nelle nostre camminate abbiamo anche rincontrato bubu e il suo padrone.-fustacchione .. “Abbiamo iniziato un traing” gli ho detto entusiasta, non tanto per il trainer, ma perchè il fustacchione arrancava per riprendere il proprio cane che aveva un orribile cono sul collo per non grattarsi due ferite alle zampe che sembravano abbastanza serie..Un pensiero malvagissimo mi è venuto in mente ah ah vedi?ha avuto il fatto suo lo stupido cane che mangia i leoni!!

Insomma il mio treiner è la cosa più vicina al coach life che abbia mai provato e lì ho capito perchè sono a belgrado. O forse è perchè sono a belgrado che ho trovato un treiner… in effetti due giorni fa sono andata a vedere una casa con giardino in una periferia molto popolare di belgrado. sospetto che la casa che mi hanno offerto sia totalemnte abusiva costruita con il cartongesso nel giardino posteriore. Comunque sono andata ovviamente con max. l’ho caricato su un tramvai e apparte aver cercato di azzannare un senza tetto che blaterava non so cosa,  si è trovato  molto bene e anzi più persone si sono avvicinate per chiedermi se allora si possono portare i cani in tramvai perchè in effetti anche loro hanno cani e si fanno i chilometri a piedi per spostarsi..sicuramente non erano di Belgrado, perchè noi cittadini lo sappiamo che basta mettergli una finta museruola per andare in tranvai.

Siamo arrivati in questa casa, di cartone, ma con un giardino molto carino un cane femmina e un buco nel recinto che dà su un parco nel retro. Io e il padrone, veterinario di campagna, parlavamo, max è impazzito ha corso, ha giocato, è andato via ed è tornato felice. Ho raccontato al padrone di casa veterinario che ho un po’ di problemi con l’aggressività di max verso gli altri cani e lui mi ha detto: “vabbè castralo, che problema c’è, rimane sociale con gli altri cani, ma non ha problemi con le cagne femmine.. e con l’aggressività”….Lì mi sono illumnitata,cacchio forse la risposta è la campagna e questa saggezza semplice e diretta, altro che la nostra nevrosi cittadina, la continua ricerca del punto alfa..

Poi però torno al parco in città e trovo queste due signore splendide, sui settant’anni, che mi bloccano per mezz’ora, parlando con me ma soprattutto parlandosi sopra. Una che chiacchiera con il cane e con me, l’altra che mi spiega che è appena uscita dall’asportazione di un tumore alla gola “per questo parlo così basso” (ha una voce normalissima) e abbassa gli occhi allargandoli con uno sguardo eloquente a dire.. non so se mi spiego. intanto l’altra è in piedi e quasi danza e mi parla in francese perchè ha vissuto quattro anni in francia da un bambina perchè il padre era immigrato a parigi, e mi spiega dove andare a ballare li vicino che devo andare il venerdì che il sabato ci sono quelli più maturi .. come si dice.. agèe e ride e sorride seduttiva raccontando dell’attachèe militare italiano con cui era andata a bere la sera prima.. anche lui certo agè. Nello stesso momento l’altra mi racconta del suo viaggio in italia da giovane quando la chiamavano bella signorina.. “lo diresti? ora ho settantre anni”.  Lei cattolica della Vojvodina mi dice si anche tu sei cattolica e mi spiega dove sono le chiese della mia presunta fede .. e l’altra che le dà sulla voce  e racconta che è andata a pasqua al tempio di san sava e in pratica ha flirtato con il pope.. meravigliose. Ruza e Mira. Potevano venire direttamente da un racconto di Fruttero e Lucentini e invece erano al parco di Tasmajdan.

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Grobari and the city

p1070324Il mio primo derby a Belgrado purtroppo l’ho passato a cercare di diventare sempre piu’ piccola nel mio seggiolino, visto che il tizio che era con me si spostava sempre piu’ nel mio e a sperare che il partizan non segnasse perche’ lui non aspettava altro per abbracciarmi con calore. Il partizan ha segnato due volte all’inizio e alla fine e tutte due le volte io guardavo il tizio terrorizzata che alzava le braccia mi puntava con un’espressione tipo “e adesso da come me lo gioco questo momento di gioia?Da che parte la posso afferrare?” e visto che io mi stringevo sempre di piu’ dalla parte opposta (verso l’amica che ho costretto a venire con me) il poveretto si limitava a darmi delle pacche sulle spalle un po’ goffe.  Quindi ho imparato la mia lezione, mai andare allo stadio con qualcuno che chiaramente vuole approfittare dei momenti di euforia di un gol, neanche se ti compra i biglietti. (La seconda e’ non dare il tuo numero di telefono ad uno solo perche’ ha un cane). (Read more…)

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Back to Skopje

Allora, mi sono detta, se il mio amico fashion designer inizia a parlare di politica la situazione e’ seria. Mi ha detto che ha pure votato alle presidenziali e non per il lontano cugino della madre, ma per il candidato albanese cosa per lui incredibile. A Skopje quindi c’e’ un’aria strana, anche gli amici piu’ trendy in questi giorni si sono messi a protestare contro il governo. (Read more…)

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taxi driver

Niente tempo per scrivere seriamente ma mi dispiace troppo perche’ qui ci sono tante cose, tanti incontri e pensieri. Intanto vorrei aprire un’altra rubrica “i Balcani in taxi”.

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secessione e tribunali

Oggi è stata la giornata dell’indipendenza. O meglio, la giornata era ieri, il 1 Primo Marzo. Oggi era un lunedì di festa regalato dalle autorità della Federazione e da due terzi (2/3)  della Presidenza della BiH. Un terzo dell’establishment politico si è astenuto, insieme a quel terzo di popolazione che si identifica con la visione di maggioranza serbo-bosniaca, e che rinnega tutto della BiH tranne dayton e la giornata della fondazione della RS (gennaio, il 9! o giù di lì). (Read more…)

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fare, non fare, disfare

not-to-do lista

not-to-do lista

Fare, non-fare, disfare, ovvero retorica del quotidiano.

Davanti al crack di google, ieri, sono riuscita a lavorare male, tirata per le maniche, il collo ed altre appendici di contatto del mio corpo. Il fatto che, il gigante della comunicazione, sia collassato, c’entra naturalmente come il cavolo a merenda, ma meno di metà delle cose che ci/mi muovono hanno diretti collegamenti con il nostro/mio fare/non-fare. (Read more…)

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La vita secondo max

sì sì sono stata in Kosovo. No, non sono stata per l’anniversario dell’indipendenza, sono dovuta partire un giorno prima perchè quello stupido del mio cane stava male e il dogsitter che lo stava tenendo a belgrado non si sentiva di tenerlo. (Read more…)

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sarajevo: neve & culture

Attraversare una citta richiede tempo. Questa settimana il mio tempo si e’ fatto ampio per il non dover correre a casa. Cosi,  ho camminata questa mia citta,  a lungo. Giorno e notte.

Niente macchina grazie all’alibi facile di una neve insistente, del mio essere una guidatrice senza istinto di neve e altre scivolose superfici. (Read more…)

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