flusso di coscienza sul settore immobiliare a roma
L’argomento più dibattuto a Roma è la casa. In tutte le salse. Casa da comprare, casa da affittare, camera, monolocale, con giardino, balcone, termo-autonomo, in condivisione o soli. Il piano casa della Polverini… E le zone, chi teorizza il fuori Roma casetta magari in campagna con lo spazio fuori e chi dice che poi farsi tutto il traffico per lavorare a Roma non ha senso. Roma nord più fine ma collegata male, Roma sud collegata ma coatta? Scegliere in base agli amici o in base alle scuole per i figli? Trastevere e Prati vanno escluse. La Garbatella ex quartiere di case popolari ora è un gioiellino, organizzano visite turistiche al quartiere, quindi è fuori budget. Le pagine di internet più sfogliate sono quelle di Portaportese. A quanto è il metroquadro? qui siamo a 4/4.500 ed è Torpignattara.
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metropolization
Finalmente sono una commuter. Finalmente vado in ufficio, parlo dei mezzi che prendo e di quando ci metto. Ed esulto quando ci metto 45 minuti. Finalmente mi lamento del capo, dei colleghi di quanto lavoro e di quanto sia colpa degli altri. Finalmente agogno il weekend e la sera mi addormento sul divano degli amici se esco a cena fuori. Finalmente prendo il tram - schiacciata come una sardina - e la metro - schiacciata come una sardina. (Read more…)
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razzismi
razzismo 1 - “no perché a me solo una cosa nun me va.. quanno vengono in 2/300 a pregare qui sul prato”, ma quando vengono? ogni settimana? “no, che c’entra per le feste loro.. all’inizio del ramadan una volta e una volta alla fine..ma nun se vonno adatta’, vonno porta’ le cose loro ..” e ma anche noi quando andavamo fuori, quando emigravamo insomma portavamo le cose nostre..
“bhe ‘n’effetti eravamo anche i cattivi.. negli anni trenta negli stati uniti hai presente al Capone?”
- razzismo 2.”Io lavoro alle poste a Torre Maura, gua’ il problema non sono i rumeni, i cinesi, i bangla.. Il vero problema sono i calabresi! Quanno a un rumeno gli dai un modulo, il giorno dopo quello te lo riporta perfetto, e così il cinese. Al calabrese stai sicuro che glielo devi riempire te, te lo spiattella lì e ti dice ‘non lo so fare, non ci vedo, non lo capisco, non ho tempo’ e te blocca una fila pe’ mezz’ora!”
Tags : razzismo, Torre Maura
La neve a Roma
Quando scrivevo che Roma mi ricordava Belgrado, era per l’aria decadente, da vecchia
signora, per le dimensioni da metropoli… Ma in questi giorni anche la temperatura e la neve hanno completato le similitudini in maniera inquietante. Salvo che la neve a Roma è molto meno e nessuno esce, sono tutti terrorizzati dal ghiaccio. Nessuno tranne me, che ho le gomme termiche praticamente sempre, non si sa mai dovessi improvvisamente fare una scappata nei Balcani e non ho tempo per montarle.
Invece i romani sabato 4 sono stati nei rispettivi quartieri, al sicuro. Anche se in genere ho scoperto che la città è fortemente zonizzata con questo spiccato orgoglio di quartiere. Io ho scoperto che sono di roma est (sudest) i miei amici possono essere quelli delle borgate più a sud (Centocelle: i fratelli di campagna un po’ come i livornesi per i fiorentini) o a sud ovest (Testaccio: sono i fighetti, quelli che stanno dove ci sono tutti gli attori di Romanzo Criminale, dove posso prendere il caffè con i vips casual, comunque si possono frequentare). Ecco quelli di Roma nord, non ci parli nemmeno. Se per sbaglio inizi a parlare con uno e poi scopri che è di Montesacro, basta sorridere educatamente e girarsi dall’altra parte senza dire niente. Capirà.
Tags : balcani, Centocelle, Roma, Testaccio, Villa Certosa
Villa certosa vs Cvetkova pijaca

Ecco per una fiorentina, Roma è un po’ come Belgrado: esotica e familiare al tempo stesso, dura e stimolante. Ma soprattutto grande. Grandissima.
E Villa Certosa il quartiere dove io e max siamo andati a vivere è un po’ Cvetkova pijaca, o Zvezdara: stesso misto tra casine basse abusive e palazzi anni sessanta, stessi rom che rovistano nei cassonetti, stessa aria di paese dove tutti si salutano in piazza e dopo due giorni tutti sanno chi sei. Di diverso ci sono i bengalesi, un sacco, e i cinesi, tanti di più.
(Anche di cinesi in Serbia e soprattutto a Belgrado ce ne sono parecchi grazie ad un accordo tra la Federazione Socialista Jugoslava e Repubblica popolare cinese che ha abolito la necessità dei visti tra i due paesi nel 1989 e grazie a Slobodan Milosevic e la moglie Mirijana che si sono inventati la chinatown serba nel blok 70 di Novi Beograd).
Tags : cvetkova pijaca, Roma, Villa Certosa, Zvezdara
delitto e castigo
Appena tornata a casa, dopo aver fatto chilometri in aereo e in treno, praticamente di fronte
al mio portone, mi è cascata la bottiglia di rakja e si è rotta in mille pezzi. Più che altro si è rotta dentro mia borsa dove stava, preziosamente custodita, insieme a varie cose tra cui il portafoglio, i documenti, il cd dell’ong anticorruzione, ma soprattutto il quaderno con tutti i miei appunti, e numeri di telefono, di questa e della scorsa volta a Mitrovica. E siccome era un litro di praticamente alcol puro, si è cancellata un sacco di roba scritta del quadernino, in pratica tutti i bordi lasciando solo il centro un po’ leggibile. (Read more…)
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barricate e capelli rossi

Perché alla fine la domanda è chi diavolo ci va su queste barricate che nascono come funghi? Vengono pagati, dicono gli albanesi, sennò chi ci starebbe! dice che gli danno 80 euro al mese, se fossi serbo ci andrei anch’io sicuro!
La ragazza del centro giovani invece mi dice con gli occhi che brillano di passione, certo che ci andiamo è un dovere morale. Così come il giovane democratico, io ci vado come volontario ogni volta che posso. Aha volontario… Chi lavora nelle aziende statali infatti qui a Nord (acqua,elettricità, comune, università etc.) fa dei turni di lavoro alle barricate. Se non ci vado, mi dice uno, ho problemi al lavoro però non lo scrivere mi raccomando che magari qualcuno lo legge in Italia e passo dei guai. Che si fa alle barricate? te lo dico io cosa si fa: la moglie ha delle ore libere dal marito e può vedere il ganzo e viceversa.
Poi c’è la signora del villaggio che ovviamente va alla barricata perché è lì e soprattutto perché la Kfor per levare un’altra barricata ha costruito un enorme check point - strano check point da cui non si può passare - e ha bloccato la strada principale per andare in città. Ora c’è sto campo base tra il villaggio serbo e quello albanese, neanche fosse Restrepo camp in Afghanistan. La signora, e molte altre come lei, sono incazzate nere.
Tags : barricate, Kfor, Kosovo nord
La storia della rana
La sai la storia della rana no? quella che se la metti nella boccia di acqua bollente salta e si salva la vita mentre se la metti nell’acqua fredda e scaldi piano piano l’acqua, la rana viene bollita e non se ne rende nemmeno conto. ecco noi siamo rane bollite, o quasi. Quando una rana è a metà ormai non si rende più conto di niente, non arriva più a considerare strano ad esempio una bomba lanciata verso un quartiere misto o se bruciano la macchina ad uno che lavora con gli internazionali (”e vabbè ma non s’è fatto mica male nessuno, è così lo fanno di notte, si sa e probabilmente si erano sbagliati”) oppure un ragazzo ucciso da quelli dell’altra parte (”e vabbè ma quelle erano cose tra ragazzi, finite male, l’altro pare stesse rubando..”)
E ogni tanto, nel paese delle rane bollite, Mitrovica/Nord, capita che a qualche rana venga un dubbio che forse quel tepore dell’acqua è un po’ eccessivo, anche se confortevole, e capita che all’inizio dell’intervista l’interlocutore - il tuo key player, il tuo target - ti chieda: ma tu cosa ne pensi? E non riesco mai a capire se vogliono una mano a decifrare questo garbuglio o se mi chiedono in realtà “che ne dici? com’è lo spettacolo?”. ed anche mi chiedono ma gli altri cosa ti dicono? ovvero “ma gli altri come si comportano sulla scena? Meglio o peggio di noi?” ovviamente ognuno pensa di essere il più fico, il più simpatico, il più intelligente e quello che la sa lunga, ti serve il caffè ti paga la birre e da tutti i pori grida “scegli me! scegli me!”.
Tags : rana Mitrovica Nord
Vedi i Balcani e poi scappa
Ogni volta che torno nei Balcani ho le stesse sensazioni. La prima è “mamma mia meno male che non vivo più qui” e quando me ne vado è “mamma mia perché non vivo più qui?”.
Immagino che la nostalgia sarà parte della mia vita come già lo è, come già mi mancano Gerusalemme e Bangkok e Sarajevo e Belgrado.
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Ancora Divjak e ancora Sarajevo e un po’ di RS
La giustizia nel dopoguerra balcanico non sembra fatta per la riconciliazione. Come dice sempre un mio amico prospettando guerre future sicure. “Come fai a non vederlo?” mi dice “Nessuno, dico, nessuno è contento con i confini attuali”. Allo stesso modo le sentenze e gli arresti legati ai crimini di guerra scontentano sempre qualcuno, in genere ricompattano il fronte della “propria” nazionalità. Se ti arrestano il kosovaro, i kosovari scendono in piazza, se ti arrestano il serbo i serbi etc. (Read more…)
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